Pubblicato il 27 Gennaio 2026
Via libera della commissione Giustizia
La commissione Giustizia del Senato ha deciso di adottare come testo base del disegno di legge sulla violenza sessuale la proposta presentata da Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e relatrice del provvedimento, nella sua versione aggiornata che prevede un inasprimento delle pene.
La decisione è arrivata al termine della votazione in commissione, che ha dato il via libera formale all’esame del ddl.
Maggioranza favorevole, opposizioni contrarie
Il testo ha ottenuto il sostegno di tutto il centrodestra, mentre tutte le forze di opposizione – Pd, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Alleanza Verdi e Sinistra – hanno espresso voto contrario.
Cambia la definizione del reato
La proposta Bongiorno, che ha suscitato ampie polemiche politiche e giuridiche, interviene sul testo approvato all’unanimità dalla Camera nel novembre scorso. In particolare, viene eliminato il riferimento al “consenso libero e attuale”, sostituito dal concetto di “volontà contraria” al rapporto sessuale come elemento centrale per la configurazione del reato di violenza sessuale.
Aumento delle pene previste
Resta invece confermato – e rafforzato – l’orientamento verso sanzioni più severe. Il nuovo testo prevede:
- da 7 a 13 anni di reclusione per i casi di atti sessuali commessi con violenza, minaccia o abuso di autorità;
- da 6 a 12 anni di reclusione per gli atti sessuali compiuti contro la volontà della vittima.
Le modifiche rispetto alla prima versione
Questi inasprimenti sono stati introdotti con la riformulazione presentata oggi, 27 gennaio, dalla relatrice. Nella versione precedente, infatti, le pene erano più basse: da 6 a 12 anni nel primo caso e da 4 a 10 anni nel secondo.
Il testo ora adottato rappresenta quindi una base di partenza più rigorosa, destinata a essere ulteriormente discussa e modificata nel prosieguo dell’iter parlamentare.

