Pubblicato il 8 Novembre 2023
Continua la battaglia di Dean e Claire per difendere la vita di Indi Gregory, la figlia nata a febbraio con una grave malattia genetica degenerativa. Il tribunale inglese ha ordinato di staccare i macchinari, ritenendo che la bambina non ha alcuna possibilità di sopravvivere, ma i genitori non vogliono arrendersi.
Intanto una piccola fiammella di speranza si è accesa: la bimba ha ottenuto la cittadinanza italiana e i genitori sperano di poterla trasferire in Italia, dove l’ospedale Bambino Gesù di Roma si è offerto di prestare le cure necessarie per provare a salvare la bambina. Tuttavia, come ha osservato Dean, “il giudice dell’Alta Corte britannica, Robert Peel, oggi alle 15 potrebbe di nuovo decidere di staccare la spina”.
Il caso della piccola Indi
Indi è nata lo scorso mese di febbraio con la sindrome da deperimento mitocondriale, una rarissima malattia genetica degenerativa che di fatto impedisce il normale sviluppo dei muscoli. Nata nell’ospedale “Queen Medical Center”, di fatto non è mai uscita di lì.
Dean in un’intervista concessa a Repubblica ha raccontato l’angoscia e l’odissea che sta vivendo insieme alla moglie Claire: “Stiamo vivendo momenti tragici. Ieri il tribunale ci ha chiesto come vogliamo far morire nostra figlia: se in ospedale, in hospice o a casa. Noi abbiamo chiesto a casa e una revisione del protocollo delle cure palliative che ne accelerano la morte. Ma la sanità e i tribunali britannici vogliono negarci anche questo”.
Dean ha poi aggiunto: “Hanno minacciato di farla morire in ospedale, senza neanche darci la possibilità di portarla a casa. Dopo la cittadinanza italiana, ho dovuto presentare un altro ricorso lampo. È una continua corsa contro il tempo. Non potete capire lo stress che Claire e io stiamo provando”.
Il trasferimento in Italia
I genitori sono aggrappati ad un’unica speranza: il trasferimento in Italia. Come ha spiegato il papà della piccola Indi il trasferimento della bimba in Italia è un processo separato da quello medico e sono in corso trattative a livello politico.
Comunque andrà questa storia Dean ha detto di essere grato all’Italia: “Non sappiamo come ringraziare il vostro Paese, la premier Meloni e gli italiani. Siete meravigliosi. Magari il nostro primo ministro avesse lo stesso coraggio”.
Ha poi lanciato accuse molto forti contro il sistema britannico, definito “folle e impietoso, che mi fa vergognare di essere britannico”. L’uomo ha poi aggiunto: “In tribunale, da genitore, non hai alcun diritto. Tutto il sistema è contro di te. Non auguriamo a nessuno quanto stiamo passando. Indi è nostra figlia, e vogliamo che continui a vivere, visto che è ancora possibile. Perché non ce lo permettono?”.
Una malattia inguaribile?
Al momento sembrano non esserci cure per questa terribile malattia anche se, come ha osservato Dean: “C’è il caso di un bambino americano che, con la stessa sindrome, a 9 anni è ancora vivo. Anche Indi, con il trattamento giusto in Italia, potrebbe ancora vivere mesi o forse anni”.
La piccola Indi è nata con un grave patologia cardiaca e fluido nel cervello e, come ha spiegato il papà, a due mesi e mezzo di età sono comparse le prime disfunzioni genetiche.
“Da allora l’approccio dell’ospedale è radicalmente cambiato – ha concluso amaramente Dean – l’hanno data subito per spacciata. Nessun luminare del settore l’ha visitata. Ci hanno detto che avrebbe sofferto sempre di più, ma da come Indi interagisce non lo crediamo, e le recenti infezioni sono passeggere”.

