Pubblicato il 17 Febbraio 2026
Tecnici al lavoro fino all’ultimo per sciogliere i nodi più delicati
Il decreto legge sulle bollette approderà domani pomeriggio, 18 febbraio, in Consiglio dei ministri, ma il testo definitivo non è ancora pronto. Il provvedimento sarà illustrato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nella foto d’apertura, tuttavia le limature proseguono senza sosta.
I tecnici del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica stanno lavorando fianco a fianco con Palazzo Chigi per chiudere i dossier più complessi. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: garantire un risparmio stimato tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro per famiglie e imprese.
Secondo fonti vicine al dossier, anticipate dall’Ansa, il lavoro di revisione andrà avanti fino alle ultime ore prima del Consiglio dei ministri.
Il nodo dell’Ets e il rischio aiuti di Stato
Tra le questioni ancora aperte spicca la proposta di eliminare la tassazione europea sulle emissioni Ets applicata ai produttori di energia elettrica alimentati a metano. Si tratta di un punto estremamente delicato: la misura potrebbe essere considerata dall’Unione europea un aiuto di Stato e quindi essere respinta.
La partita si gioca dunque su un equilibrio sottile tra sostegno al sistema produttivo nazionale e rispetto delle regole comunitarie.
Concessioni idroelettriche e accordo in Lombardia
Altro fronte critico riguarda l’intesa siglata dalla Regione Lombardia con Edison e A2A per il rinnovo delle concessioni idroelettriche. L’accordo prevede la cessione del 15% dell’energia prodotta a prezzi calmierati alle imprese energivore.
Tuttavia, se il decreto dovesse determinare un calo significativo del prezzo dell’energia elettrica, i margini di profitto dei produttori si ridurrebbero, mettendo a rischio l’equilibrio dell’intesa lombarda.
Divisioni nel mondo produttivo
Il provvedimento ha inoltre acceso un confronto interno al sistema industriale. Confindustria appare divisa:
- da un lato le industrie energivore, favorevoli al decreto per ottenere energia a costi inferiori;
- dall’altro le imprese energetiche, contrarie perché vedrebbero comprimersi i propri ricavi.
Anche le associazioni che rappresentano le piccole e microimprese, come Confcommercio, esprimono perplessità: secondo queste realtà il decreto favorirebbe soprattutto le grandi aziende, lasciando senza sostegni concreti il tessuto produttivo minore.
Il passaggio in Consiglio dei ministri sarà dunque decisivo non solo per definire i dettagli tecnici, ma anche per verificare la tenuta politica ed economica di una misura che promette risparmi significativi, ma che resta ancora circondata da diversi interrogativi. Fonte: Ansa

