Pubblicato il 5 Febbraio 2026
Il segnale politico dopo le violenze di Torino
Il segnale atteso da settimane dal governo guidato da Giorgia Meloni potrebbe arrivare nelle prossime ore. Dopo i recenti scontri di Torino, l’esecutivo è pronto a portare un decreto legge e un disegno di legge “a tutela della sicurezza dei cittadini e dell’ordine pubblico” sul tavolo del Consiglio dei ministri, convocato nel tardo pomeriggio.
Testi affinati nella notte e confronto istituzionale
I provvedimenti sono stati perfezionati nella giornata di ieri, al termine di una lunga serie di riunioni tecniche proseguite fino a notte fonda. Al centro delle modifiche, il confronto con il Sergio Mattarella avvenuto al Quirinale, durante l’incontro con Alfredo Mantovano. Dal Colle sono arrivati rilievi puntuali su due misure chiave: il fermo preventivo prima dei cortei e il cosiddetto “scudo” per evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati nei casi di legittima difesa o adempimento del dovere.
Il nodo del fermo preventivo
Secondo quanto trapela, il Quirinale avrebbe espresso perplessità sulla durata del fermo, fissata nelle bozze a 12 ore per accertamenti di polizia nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi per lo svolgimento pacifico delle manifestazioni. L’ipotesi di estendere il termine a 24 o 48 ore, sostenuta da Matteo Salvini, sarebbe stata giudicata eccessiva. L’orientamento dell’esecutivo sarebbe quello di mantenere le 12 ore, limitando il provvedimento a persone con precedenti specifici, senza necessità di convalida immediata del magistrato, che verrebbe comunque informato.
Lo scudo e le osservazioni del Colle
Sul tema dello scudo, il governo sottolinea che la misura non è pensata esclusivamente per le forze dell’ordine, ma per una platea più ampia. Questa impostazione servirebbe a superare una delle principali obiezioni del Colle, che ha chiesto una regolamentazione più dettagliata. Tutti questi aspetti sono stati al centro delle riunioni tecniche che hanno preceduto l’approdo dei testi in Consiglio dei ministri.
Coltelli, criminalità giovanile e responsabilità dei genitori
Nel decreto dovrebbe trovare spazio anche una stretta sulle armi bianche, con sanzioni amministrative per chi vende coltelli ai minori, misura pensata per contrastare la violenza giovanile. Nel disegno di legge, invece, sarebbero inserite norme strutturali per la responsabilizzazione dei genitori di minori coinvolti in reati, le cosiddette misure anti-maranza.
Zone rosse e nuovi reati
Tra gli interventi urgenti figurano anche quelli sulle zone rosse urbane, con il rafforzamento dei Daspo urbani e la possibilità per i prefetti di istituire aree a divieto di accesso in quartieri segnati da ripetuti episodi di illegalità. È prevista inoltre l’introduzione di un illecito penale specifico per chi si sottrae ai controlli delle forze di polizia, fuggendo in modo pericoloso.
Il blocco navale nel disegno di legge
Nel disegno di legge, destinato a un successivo iter parlamentare, dovrebbe infine comparire il cosiddetto “blocco navale”. La norma consentirebbe di interdire l’attraversamento delle acque territoriali italiane per un periodo compreso tra 30 giorni e 6 mesi, in presenza di minacce terroristiche o di una pressione migratoria eccezionale.

