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Decreto sicurezza, scontro politico dopo il varo: bufera sulle parole di Nordio

Pubblicato il 6 Febbraio 2026

Un provvedimento annunciato che accende il dibattito

Il governo ha approvato il nuovo decreto sicurezza, un testo anticipato e discusso a lungo nei giorni precedenti alla sua adozione ufficiale. Se i contenuti del provvedimento erano già noti e oggetto di confronto politico, a scatenare le reazioni più dure non sono state tanto le norme in sé, quanto le dichiarazioni rilasciate dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

Durante la presentazione del decreto, il ministro ha richiamato il periodo del terrorismo degli anni Settanta, evocando il rischio che si possano ripetere pagine drammatiche della storia italiana. Un passaggio che ha immediatamente acceso lo scontro politico.

Nordio: prevenire il ritorno alla stagione del terrorismo

Intervenendo in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, Nordio ha ricordato la propria esperienza in magistratura: “Cinquant’anni fa, quando entrai in magistratura, una delle prime inchieste che seguii riguardava la colonna veneta delle Brigate Rosse”.

Il ministro ha sottolineato come quel fenomeno, a suo dire, fosse nato anche da una sottovalutazione iniziale da parte delle istituzioni nei confronti di forme di violenza rivolte soprattutto contro le forze dell’ordine. Ha citato espressioni utilizzate in passato nel dibattito pubblico, come “compagni che sbagliano”, fino al riferimento all’“album di famiglia” attribuito da Rossana Rossanda alle Brigate Rosse.

Secondo Nordio, l’obiettivo del decreto è chiaro: rafforzare prevenzione e repressione per impedire che si ripetano “quei momenti tragici” della storia repubblicana.

La reazione delle opposizioni

Le parole del Guardasigilli hanno provocato una dura risposta da parte delle opposizioni, già critiche verso l’impianto del decreto sicurezza.

Francesco Boccia, capogruppo del Partito Democratico al Senato, ha definito le dichiarazioni del ministro “gravi e irresponsabili”, sostenendo che evocare le Brigate Rosse rappresenti “non solo una forzatura storica, ma un errore politico profondo”.

Sulla stessa linea Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha accusato l’esecutivo di contribuire ad alzare la tensione nel Paese: “È irresponsabile parlare di un ritorno delle Brigate Rosse. Il governo sta alimentando un clima di scontro sociale”.

Il confronto sul decreto sicurezza, dunque, non si limita alle misure contenute nel testo, ma si allarga al terreno simbolico e storico, riaprendo una ferita ancora sensibile nella memoria collettiva italiana.

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