Pubblicato il 24 Febbraio 2026
Bollinatura della Ragioneria e prossima entrata in vigore
Dopo un periodo di stallo, il decreto sicurezza torna al centro dell’agenda politica. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 febbraio, ha ottenuto la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato e si prepara alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
Il testo, varato anche sull’onda degli scontri avvenuti a Torino durante il corteo per Askatasuna, entrerà quindi formalmente in vigore nelle prossime ore, rendendo operative le norme contenute nel decreto.
L’iter parlamentare e le possibili modifiche
Il decreto dovrà ora affrontare l’esame del Parlamento, dove dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni. Durante questo passaggio non si escludono ulteriori modifiche rispetto alla versione licenziata dal governo guidato da Giorgia Meloni.
Nei giorni scorsi erano emerse perplessità legate alle coperture economiche di alcune misure, in particolare quelle relative al potenziamento degli organici delle forze di polizia.
Fermo di prevenzione fino a 12 ore
Tra le novità principali figura l’introduzione del fermo di prevenzione fino a 12 ore per persone ritenute pericolose durante cortei e manifestazioni pubbliche.
La misura, subordinata alla comunicazione immediata al pubblico ministero, consente agli agenti di accompagnare i soggetti sospetti negli uffici di polizia e trattenerli per accertamenti in presenza di un “fondato motivo”. Il provvedimento dovrà basarsi su elementi concreti, come circostanze di tempo e luogo, possesso di armi o oggetti atti a offendere, utilizzo di petardi o caschi, nonché precedenti per reati violenti commessi in manifestazioni negli ultimi cinque anni.
Divieto di partecipare a manifestazioni per alcuni reati
Il decreto prevede inoltre che, in caso di condanna di primo grado per reati gravi, un giudice possa disporre il divieto di partecipazione a riunioni o assembramenti in luoghi pubblici.
La misura si applica a chi è stato condannato per reati quali terrorismo, devastazione e saccheggio, lesioni, attentati alla sicurezza dei trasporti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, strage, incendio doloso e omicidio.
Lo “scudo penale” e le cause di giustificazione
Il testo introduce anche il cosiddetto “scudo penale”, inizialmente pensato per le forze dell’ordine ma esteso a chiunque agisca in presenza di una causa di giustificazione.
Nei casi di legittima difesa, adempimento di un dovere o stato di necessità, il pubblico ministero non procederà con l’iscrizione automatica nel registro degli indagati, ma effettuerà un’annotazione preliminare in un modello separato, come chiarito da Palazzo Chigi al termine della riunione del Consiglio dei ministri.
Stretta sulla vendita di coltelli ai minori
Il decreto introduce anche un divieto di vendita ai minori di strumenti da punta e taglio, comprese le vendite effettuate tramite piattaforme online.
Per chi viola la norma sono previste sanzioni amministrative da 500 a 3.000 euro, che possono arrivare fino a 12.000 euro in caso di reiterazione. I commercianti che non rispettano il divieto rischiano inoltre la revoca della licenza commerciale.

