Pubblicato il 15 Gennaio 2026
L’intervento nella zona vincolata di Vaccarizzo
Nelle scorse settimane è stato demolito un immobile abusivo situato nella zona B dell’Oasi del Simeto, in contrada Vaccarizzo.
La demolizione è stata eseguita dagli eredi di una persona condannata con sentenza definitiva, responsabile della realizzazione dell’edificio in assenza delle necessarie autorizzazioni e all’interno di un’area sottoposta a vincolo.
Un risultato rilevante dell’azione della Procura
L’intervento rappresenta un risultato di particolare rilievo, l’ennesimo, direttamente collegato all’attività della Procura Distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Catania, da tempo impegnata nella tutela del territorio e del paesaggio.
Tale impegno si concretizza nell’adozione degli atti necessari per l’esecuzione delle sentenze di condanna per illeciti edilizi, quando queste prevedono la demolizione degli immobili costruiti abusivamente.
Le procedure di demolizione e il ruolo degli eredi
L’attività di esecuzione è complessa e articolata: prevede infatti l’interpello del condannato o, in caso di decesso, dei suoi eredi, affinché provvedano alla demolizione entro i termini assegnati.
Nella maggior parte dei casi, la procedura si conclude con la demolizione forzosa, affidata a ditte incaricate dalla Procura, spesso imprese confiscate alla criminalità organizzata. I costi dell’intervento restano comunque a carico del condannato o dei suoi eredi.
Demolizioni volontarie e riduzione dei costi
Tuttavia, la fermezza e la continuità dell’azione della Procura inducono frequentemente i cittadini a procedere spontaneamente alla demolizione degli immobili abusivi, come avvenuto anche nel caso in esame.
Questa scelta consente di evitare ulteriori e rilevanti aggravi economici legati all’intervento coattivo.
Solo nell’ultimo anno e mezzo sono stati demoliti autonomamente 46 immobili abusivi, ad opera dei condannati o dei loro eredi.

