Pubblicato il 24 Agosto 2025
La scoperta nella cella
Un uomo di 40 anni, di origine magrebina, è stato trovato senza vita nel pomeriggio di ieri, sabato 23 agosto, all’interno della sua cella nel carcere di Cremona. La notizia è stata diffusa dal sindacato della polizia penitenziaria Uilpa, che ha confermato come la morte possa essere stata provocata dall’inalazione del gas di una bomboletta da campeggio utilizzata per cucinare.
Non è ancora chiaro se si sia trattato di un gesto volontario o di un incidente. Tuttavia, il segretario generale di Uilpa, Gennarino De Fazio, ha dichiarato: “Tutto lascia pensare a un suicidio”.
Il dramma dei suicidi in carcere
Secondo Uilpa, quello di Cremona sarebbe il 55° suicidio dall’inizio del 2024 tra i detenuti, a cui si aggiungono anche tre operatori penitenziari che si sono tolti la vita. Una situazione che, sottolinea De Fazio, conferma la profonda crisi del sistema carcerario, segnato da suicidi, rivolte e aggressioni.
Lo stesso segretario ha ricordato che in alcuni casi i detenuti inalano volontariamente il gas per ottenere effetti allucinogeni, pratica che può rivelarsi fatale anche senza intenzione suicidaria.
Sovraffollamento e carenze di personale
Il sindacato ha posto l’attenzione anche sulle condizioni critiche del carcere di Cremona, dove si trovano 563 detenuti a fronte di 384 posti regolamentari. A ciò si aggiunge una grave carenza di personale: solo 187 agenti di polizia penitenziaria in servizio, quando ne sarebbero necessari almeno 335.
Secondo De Fazio, questi numeri evidenziano un sovraffollamento drammatico e una disorganizzazione cronica che mettono a rischio sia i detenuti che gli operatori.
L’appello al Governo
Il segretario generale Uilpa ha infine rivolto un appello diretto al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al Governo Meloni, chiedendo di prendere atto di un’emergenza senza precedenti e di adottare provvedimenti urgenti per affrontare la crisi del sistema penitenziario italiano.

