Pubblicato il 21 Novembre 2025
Il passo indietro di Fanizza
Un nuovo scossone all’interno del Garante della Privacy segna la vita dell’Autorità. Dopo il rifiuto dei membri del collegio di dimettersi a seguito delle pressioni seguite all’inchiesta di Report, a lasciare è stato il Segretario Generale Angelo Fanizza.
La decisione è stata comunicata in serata, dopo una giornata caratterizzata da un’assemblea dei lavoratori che ha chiesto all’unanimità le dimissioni dell’intero collegio. Fanizza non ha fornito motivazioni pubbliche per il suo passo indietro.
La nomina e il ruolo di Fanizza
Angelo Fanizza, magistrato presso il TAR del Lazio e dottore di ricerca in diritto pubblico dell’economia, titolare di incarichi di docenza presso l’Università di Bari, era stato nominato lo scorso 10 ottobre e avrebbe dovuto rimanere in carica fino al termine del mandato del collegio, il 29 luglio 2027.
Le accuse emerse dall’inchiesta
Secondo quanto riportato da Report, Fanizza avrebbe richiesto al dirigente del dipartimento informatico di estrarre mail, accessi VPN, dati dei sistemi documentali e cartelle condivise dei dipendenti. La richiesta risale al 4 novembre, due giorni dopo la prima puntata dell’inchiesta.
Il dirigente del dipartimento ha segnalato l’illegittimità della richiesta e informato i dipendenti, portando i lavoratori del Garante a chiedere le dimissioni dell’intero collegio.
La posizione del Garante
Il collegio del Garante ha respinto ogni coinvolgimento nella richiesta avanzata da Fanizza, sottolineando che non è mai stata attuata. In una nota, il Garante ha ricordato che l’accesso da parte del datore di lavoro a certi dati dei dipendenti può costituire violazione della privacy.
Il contesto della polemica
La vicenda nasce dalle accuse di contiguità politica e conflitti d’interesse mosse da Report ai componenti dell’Autorità. Nel mirino sono finiti:
- Agostino Ghiglia, per rapporti con FdI;
- Scorza, ex socio dello studio legale E-Lex, collegato a diverse aziende coinvolte in procedimenti davanti al Garante;
- Il presidente Pasquale Stanzione, per rapporti con la famiglia Sica e la Link Campus University.
Oltre ai singoli membri, è stata contestata la gestione delle spese ritenute ingiustificate. Questa mattina, un’assemblea dei lavoratori ha chiesto le dimissioni dell’intero collegio, richiesta non vincolante. I quattro membri, Stanzione, Cerrina Feroni, Ghiglia e Scorza, hanno però respinto l’ipotesi di dimissioni, rivendicando autonomia e indipendenza dal potere politico.

