Pubblicato il 15 Marzo 2026
Un fenomeno diffuso che coinvolge anche i bambini
In Italia oltre 3 milioni di persone soffrono di disturbi del comportamento alimentare (DCA), e tra queste circa il 30% ha meno di 14 anni. L’esordio di queste patologie può avvenire già intorno agli 8 anni, un dato che preoccupa gli specialisti.
I primi segnali spesso passano inosservati oppure vengono sottovalutati. Isolamento sociale, sbalzi d’umore, cambiamenti nelle abitudini alimentari o nel comportamento possono essere indicatori importanti, ma molte volte non vengono riconosciuti in tempo. Quando ciò accade, la malattia tende a evolvere e diventare più complessa da trattare.
Oltre alle forme più note come anoressia e bulimia, stanno emergendo nuovi disturbi alimentari ancora poco conosciuti, che rendono il quadro generale sempre più articolato.
La Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla
Il 15 marzo si celebra in Italia la Giornata nazionale dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi alimentari, conosciuta anche come Giornata del Fiocchetto Lilla.
Questa ricorrenza nasce nel 2012 su iniziativa di Stefano Tavilla, padre di Giulia, una ragazza scomparsa proprio il 15 marzo a causa della bulimia. Nel 2018 la Presidenza del Consiglio dei ministri ha ufficialmente riconosciuto la giornata, rendendola un momento istituzionale di informazione e sensibilizzazione.
Il simbolo scelto è il colore lilla, che nasce dall’unione di rosso e blu e rappresenta la complessità dei disturbi alimentari, spesso caratterizzati da una sofferenza interiore profonda nascosta dietro un’apparente normalità.
Il “Codice Lilla” negli ospedali
Negli ultimi anni è stato introdotto anche il Codice Lilla, un protocollo specifico nei pronto soccorso pensato per accogliere e gestire in modo prioritario i pazienti con sospetto disturbo alimentare.
Secondo Laura Dalla Ragione, psichiatra e referente per i DCA della Regione Umbria, il fenomeno in Italia è in forte crescita. L’esperta sottolinea l’importanza di intervenire tempestivamente e sostenere sia i pazienti sia le loro famiglie.
Per chi ha bisogno di supporto è attivo il numero verde nazionale 800180969, un servizio gratuito e anonimo dedicato all’ascolto e all’orientamento.
Crescono i casi tra gli adolescenti
I disturbi alimentari colpiscono in particolare i più giovani. Tra gli adolescenti, queste patologie rappresentano la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Solo nel 2025 si sono registrati 3.563 decessi legati a disturbi alimentari.
La situazione è peggiorata durante la pandemia di Covid-19 e i periodi di lockdown, che hanno provocato un aumento di circa il 30% dei casi, soprattutto tra i giovanissimi.
Le nuove patologie emergenti
Oltre ai disturbi più conosciuti, oggi gli specialisti osservano un aumento di forme meno note ma sempre più diffuse.
Tra queste:
- Arfid (Avoidant Restrictive Food Intake Disorder): disturbo inserito nel manuale diagnostico nel 2013. Chi ne soffre consuma una gamma estremamente limitata di alimenti. Colpisce soprattutto bambini e adolescenti ed è più frequente nei maschi (60%) rispetto alle femmine (40%).
- Diabulimia: riguarda persone con diabete di tipo 1 che riducono o evitano l’insulina per controllare il peso.
- Ortoressia: ossessione per l’alimentazione considerata “perfettamente sana”, fenomeno molto diffuso soprattutto nell’ambiente delle palestre.
- Bigoressia: disturbo caratterizzato da un’ossessione per l’aumento della massa muscolare.
- Binge eating disorder (disturbo da alimentazione incontrollata): caratterizzato da episodi di abbuffate senza comportamenti compensatori.
Combattere stigma e pregiudizi
Per contrastare pregiudizi e stigma legati ai disturbi alimentari, il Ministero della Salute ha promosso una campagna nazionale con lo slogan “Nessuno ti può giudicare. La vita non è un peso”.
L’iniziativa prevede eventi informativi, attività sul territorio e una maratona televisiva, con diversi appuntamenti sportivi del 14 e 15 marzo illuminati simbolicamente di lilla.
L’obiettivo è ricordare che i disturbi della nutrizione sono malattie complesse che richiedono cure specialistiche, ascolto e sostegno psicologico.
Il problema dell’assistenza in Italia
Nonostante l’attenzione crescente, resta aperta la questione dell’accesso alle cure. In Italia esistono circa 150 centri dedicati ai disturbi alimentari, di cui 120 appartenenti al Servizio sanitario nazionale e 30 privati accreditati.
La distribuzione però non è uniforme:
- 78 centri nel Nord Italia
- 31 nel Centro
- 41 tra Sud e Isole
Questo squilibrio crea un forte divario territoriale nell’assistenza, rendendo più difficile l’accesso alle cure per molti pazienti.
La rete di ambulatori multidisciplinari rappresenta un passo importante nel trattamento dei disturbi alimentari, ma secondo gli esperti la presenza sul territorio è ancora troppo disomogenea.

