Pubblicato il 22 Febbraio 2026
“Non dovevi diventare una notizia, dovevi diventare grande”
A Nola il silenzio è carico di commozione. Su uno striscione affisso in via Circumvallazione, a pochi passi dall’abitazione del piccolo Domenico, campeggia una frase che racchiude lo strazio di un’intera comunità: “Non dovevi diventare una notizia, dovevi diventare grande”.
Il bambino, di appena due anni e quattro mesi, si è spento ieri, 21 febbraio, all’ospedale Ospedale Monaldi, al termine di due mesi di sofferenze seguiti all’impianto di un cuore gravemente compromesso. Una vicenda che ha lasciato senza parole familiari, amici e concittadini.
Un pellegrinaggio silenzioso tra fiori e preghiere
Fin dalle prime ore del mattino, davanti alla casa della famiglia è ripreso un continuo via vai di persone. Non solo conoscenti, ma anche tanti cittadini che non avevano un legame diretto con Domenico. Tutti uniti dallo stesso sentimento: esprimere vicinanza e condividere il dolore.
Davanti a un piccolo altarino improvvisato, protetto da una transenna, si accumulano fiori, candele e messaggi. C’è chi si ferma a pregare, chi resta in silenzio con lo sguardo basso, chi si fa il segno della croce prima di andare via. Il raccoglimento è composto, ma profondissimo.
Nei bar appena aperti del centro non si parla d’altro. La città è sotto shock e si stringe attorno ai genitori del piccolo in un abbraccio collettivo che attraversa ogni strada e ogni quartiere.
Il lutto cittadino nel giorno dei funerali
“Non doveva finire così”, mormora una donna che ha deposto un mazzo di fiori, tenendo stretti per mano i suoi due figli. È una frase semplice, ma che riflette il pensiero di molti.
Il sindaco Andrea Ruggiero ha annunciato che, nel giorno delle esequie, sarà proclamato il lutto cittadino, affinché l’intera comunità possa fermarsi e rendere omaggio a una giovane vita spezzata troppo presto. Nella foto, un fermo immagine degli occhi della mamma del piccolo Domenico

