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Dopo un anno Alberto Trentini resta in carcere in Venezuela: la famiglia chiede di non abbassare l’attenzione

Pubblicato il 14 Novembre 2025

L’appello della madre: “Serve ancora più pressione mediatica”

«È passato un anno da quando Alberto è stato arrestato in Venezuela, un anno di attesa insopportabile per lui e per noi». Con queste parole Armanda Colusso Trentini, madre di Alberto Trentini, torna a chiedere che non si spenga l’attenzione sul caso del figlio, cooperante veneziano di 46 anni detenuto dal 15 novembre 2023 nel carcere di Caracas.

La donna, in un appello affidato a Repubblica, ribadisce la necessità di mantenere alta la mobilitazione: secondo lei, solo una forte pressione mediatica può spingere le autorità competenti a intervenire per riportare Alberto a casa. «Alberto ha dedicato la sua vita agli altri e ora è lui ad aver bisogno del vostro sostegno: parlatene, insistete, perché chi deve decidere lo faccia senza più esitazioni».

Chi è Alberto Trentini e perché è stato arrestato

Trentini, originario di Venezia, si trovava in Venezuela per una missione umanitaria della Ong Humanity & Inclusion. Era arrivato nel Paese il 17 ottobre 2023 e, meno di un mese dopo, durante uno spostamento da Caracas a Guasdalito, è stato fermato a un posto di blocco insieme all’autista dell’organizzazione.

Per mesi la famiglia non ha ricevuto alcuna informazione né possibilità di contatto. Solo in seguito, le autorità venezuelane hanno comunicato che su Trentini pesa un’accusa di terrorismo, una contestazione che i familiari e la Ong considerano infondata.

Tajani: “Faremo tutto il possibile per riportarlo a casa”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito l’impegno del governo nella gestione dei casi dei cittadini italiani detenuti all’estero. «Siamo sempre al lavoro per ottenere la liberazione dei prigionieri politici, e Alberto Trentini rientra in questa categoria», ha dichiarato.

Tajani ha sottolineato che gli italiani trattenuti in Venezuela «non sono criminali né trafficanti, ma detenuti illegalmente». Il ministro ha ricordato i progressi recenti, con la liberazione di due connazionali poco più di un mese fa, e ha garantito che tutti gli sforzi possibili sono in corso per arrivare al rilascio di Trentini, in un contesto internazionale caratterizzato da «tensione crescente» attorno alla situazione venezuelana.

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