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Dramma sul lavoro in Salento: muore 22enne nell’azienda di famiglia

Pubblicato il 16 Febbraio 2026

Incidente mortale a Casamassella

Un tragico incidente sul lavoro ha sconvolto il Salento. L.P., 22 anni, ha perso la vita dopo essere rimasto gravemente ferito all’interno dell’azienda di famiglia, situata a Casamassella, frazione di Uggiano La Chiesa, in provincia di Lecce.

Il giovane è stato travolto dal ribaltamento di un mezzo meccanico all’interno del capannone. I colleghi lo hanno trovato accanto a un carrello elevatore capovolto e hanno immediatamente lanciato l’allarme. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Scorrano, è stato successivamente trasferito al Vito Fazzi di Lecce. Nonostante i tentativi dei medici, il 22enne è deceduto nella notte a causa delle gravi ferite riportate.

La comunità locale è rimasta profondamente colpita dall’accaduto. In segno di rispetto, l’amministrazione comunale, d’intesa con la Pro Loco e gli organizzatori, ha deciso di rinviare la sfilata di Carnevale prevista nei giorni scorsi al 22 febbraio.

L’allarme della Cgil Lecce: “Numeri impressionanti”

A intervenire sulla tragedia è stato il segretario generale della CGIL Lecce, Tommaso Moscara, che ha espresso cordoglio per la scomparsa del giovane e ha richiamato l’attenzione sulla frequenza degli incidenti sul lavoro nel territorio.

“In provincia di Lecce si sono verificati quattro gravissimi incidenti in appena dieci giorni”, ha sottolineato, ricordando gli episodi avvenuti nei cantieri edili di Sant’Isidoro e Veglie e l’incidente alla Lasim di Lecce. Secondo i dati ufficiali Inail, dal 2020 a oggi la provincia conta 94 vittime sul lavoro, un bilancio che Moscara definisce drammatico.

Le cause e la richiesta di interventi concreti

“Ancora una volta siamo costretti ad aggiornare il triste elenco delle vittime del lavoro”, ha dichiarato il sindacalista, parlando di una tragedia che non può essere liquidata come fatalità.

Secondo la Cgil, gli incidenti sono spesso il risultato di più fattori: precarietà, lavoro irregolare, gare al massimo ribasso, carenza di cultura della sicurezza, controlli insufficienti e pene poco incisive. A questi si aggiungono problematiche interne alle aziende, come l’inosservanza delle misure di sicurezza, la scarsa valorizzazione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls), difficoltà nelle relazioni sindacali e, talvolta, la stanchezza che porta a cali di attenzione.

Per il sindacato è necessario un intervento coordinato a livello locale, regionale e nazionale, con azioni di prevenzione e formazione, ma anche con provvedimenti legislativi e ispettivi più efficaci. Solo così, conclude Moscara, sarà possibile arginare una scia di morti che continua a colpire il mondo del lavoro.

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