Pubblicato il 2 Febbraio 2026
L’ultimo inquietante dettaglio prima del delitto
Il giorno precedente alla morte della figlia Andromeda, appena 11 mesi, avrebbe contattato un’agenzia di casting per proporla per un servizio fotografico. La risposta dell’agenzia è arrivata solo qualche giorno più tardi, quando la bambina era già deceduta.
È uno degli elementi più sconvolgenti emersi nell’inchiesta sul duplice omicidio per cui è imputato Francis Kaufman, da oggi davanti alla Corte d’Assise.
I corpi della compagna, Anastasia Trofimova, 28 anni, e della piccola Andromeda sono stati trovati il 7 giugno 2025 nel parco di Villa Pamphili, a Roma. A distanza di otto mesi dal ritrovamento, Kaufman, cittadino statunitense di 47 anni, si è sempre dichiarato innocente, senza mai confessare.
La ricostruzione dell’accusa
Secondo la Procura di Roma, l’uomo avrebbe ucciso Anastasia per strangolamento tra la notte del 3 e il 4 giugno. La notte successiva avrebbe poi soffocato la figlia.
Nei giorni precedenti ai fatti, Kaufman – che nella Capitale si presentava come regista utilizzando false identità, tra cui l’alias “Rexal Ford” – era stato più volte identificato dalle forze dell’ordine per comportamenti aggressivi. Tuttavia, in assenza dei presupposti di legge, non era stato fermato.
I contatti con le agenzie e la fuga
Dopo i delitti, oltre a rivolgersi ad agenzie di baby-modeling presentando la bambina con un nome diverso, avrebbe contattato i familiari negli Stati Uniti chiedendo denaro.
Poi la fuga in Grecia, dove è stato rintracciato e arrestato pochi giorni dopo, quindi estradato in Italia.
Il processo e le accuse
Attualmente Kaufman è detenuto nel carcere di Rebibbia. Deve rispondere di duplice omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. A difenderlo è l’avvocato Paolo Foti.
Non è ancora certo se sarà presente in aula alla prima udienza del processo, fissata per lunedì 2 febbraio 2026. La vicenda, per la sua gravità e per i dettagli emersi, continua a suscitare profonda impressione.

