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Elisabetta Piccolotti pubblica gli insulti sessisti ricevuti sui social: “Ecco la prova che il patriarcato esiste”

Pubblicato il 22 Novembre 2025

“Ecco la prova che il patriarcato esiste” afferma l’esponente del centrosinistra.

Gli attacchi e la scelta di renderli pubblici

Vai a fare i i calippi”, “cagna”, “donna da marciapiede”: sono solo alcuni degli insulti sessisti indirizzati a Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra. La parlamentare ha deciso di rendere pubbliche le offese, condividendo su Instagram una serie di screenshot che mostrano alcuni commenti ricevuti dagli utenti sul web.

“C’è ancora una montagna di patriarcato da abbattere”

Piccolotti ha spiegato che si tratta di frasi arrivate nelle ultime settimane sui suoi profili social. La deputata ha voluto lanciare un messaggio chiaro:
A chi sostiene che il patriarcato non esista e che non serva una educazione sessuo-affettiva nelle scuole, mostro alcuni dei commenti sessisti che ho ricevuto. Li pubblico senza oscurare nomi o foto profilo, così come loro hanno postato in uno spazio pubblico senza alcun problema”.

La parlamentare ha poi aggiunto:
Abbiamo fatto molti passi avanti, ma davanti a noi c’è ancora una montagna di patriarcato da abbattere. La scalzeremo insieme, una accanto all’altra”.

 
 
 
 
 
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Un clima di odio che colpisce molte donne

La denuncia di Piccolotti non è un caso isolato. Situazioni simili erano già state raccontate anche da Matilde Siracusano, deputata di Forza Italia e sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, che aveva pubblicato un video in cui leggeva i commenti sessisti ricevuti sotto i suoi post.

Anche Silvia Salis, sindaca di Genova, aveva recentemente parlato pubblicamente degli insulti online che le erano stati rivolti.

Un fenomeno che conferma quanto il dibattito pubblico, soprattutto sui social, possa trasformarsi in uno spazio di violenza verbale e discriminazione, colpendo in particolare le donne che ricoprono ruoli istituzionali.

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