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Emergenza carceri. Botte da orbi tra tarantini e leccesi, la denuncia del sindacato

Pubblicato il 15 Settembre 2022

Non è la prima volta e, purtroppo, non sarà nemmeno l’ultima. L’emergenza carceri, dovuta al sovraffollamento e a al poco personale impiegato all’interno, continua ad essere un annoso problema di difficile risoluzione, ma soprattutto sottovalutato e troppo poco considerato dai politici del nostro Paese. Dopo quelle che si sono verificate nei mesi scorsi, ancora una rissa in una prigione pugliese. L’ennesimo episodio violento è avvenuto nel corso del pomeriggio di ieri nel carcere di Taranto. Al terzo piano, in una sezione destinata a detenuti con pena definitiva, infatti, alcuni detenuti leccesi si sono scontrati contro dei colleghi tarantini. La rissa è stata violentissima e i due gruppi si sono colpiti e azzuffati con tutto ciò che capitava a tiro. Alcuni hanno appositamente divelto le gambe dei tavoli per colpire l’avversario di turno. Il resoconto della terribile rissa parla di feriti e contusi e di un ordine ristabilito soltanto intorno alle 21.30. Tra i feriti più gravi due detenuti e anche tre agenti della Polizia Penitenziaria che sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso.

Emergenza carceri, la denuncia di De Fazio

carcere

Un episodio, l’ennesimo, che rende l’idea di quanto sia pesante il problema legato all’emergenza carceri in Italia. La notizia della rissa di ieri pomeriggio è stata lanciata da Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria che ha ancora una volta chiesto un intervento rapido per attenuare l’emergenza carceri. Queste le dichiarazioni e la denuncia di De Fazio: “Purtroppo la politica di governo, al di là dei proclami e delle ipocrite dichiarazioni di facciata, seguita a disinteressarsi delle carceri, che nei fatti continuano a essere abbandonate a se stesse. I disordini sono quotidiani, così come gli aggrediti e i feriti fra la Polizia penitenziaria, tanto che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ne secreta i dati numerici per ragioni di ordine e sicurezza pubblici. Nel carcere di Taranto, con circa 750 detenuti presenti su 500 posti disponibili, ieri sera vi erano in servizio meno di 15 Poliziotti penitenziari, solo 2 sul piano dove sono scoppiati i disordini, fatto di 3 sezioni e oltre 200 ristretti. Nel quadro descritto in cui i detenuti erano aperti per via della cosiddetta sorveglianza dinamica, é stato possibile ripristinare l’ordine e, si fa per dire, la sicurezza dell’istituto solo grazie alla grandissima professionalità e al senso del dovere della Polizia penitenziaria che é accorsa con operatori liberi dal servizio e appositamente richiamati, ma é del tutto evidente che il sistema carcerario non é in grado di assolvere minimamente a nessuna delle funzioni che gli sono demandate; non rieduca, non ferma la violenza, non preclude i contatti illeciti con l’esterno, permette traffici di ogni genere e non preserva dalla violenza e dalla morte. Sono 60 i reclusi suicidatisi nel 2022”.