Pubblicato il 20 Settembre 2025
«Sto perdendo lavoro, ma rifarei tutto»
Enzo Iacchetti, volto storico di “Striscia la Notizia”, non ha alcuna intenzione di fare passi indietro dopo il suo acceso intervento televisivo sul conflitto a Gaza. L’attore e conduttore racconta che, da quella serata, la sua vita è cambiata: «Gli insulti si sono trasformati in vere minacce di morte e il lavoro sta diminuendo. Non mi vuole più nessuno», ha spiegato in un’intervista a Fanpage.
Nonostante il prezzo pagato, Iacchetti difende la sua scelta: «Non ritiro nulla. Ho parlato perché chi dovrebbe farlo tace. È stato un atto di supplenza morale».
Lo scontro con Eyal Mizrahi
Il momento di rottura è arrivato durante la trasmissione “È sempre Cartabianca”, quando Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele, gli ha rivolto una provocazione. Da lì è nato un acceso litigio che ha portato Iacchetti a dargli del «fascista» e a minacciarlo di prenderlo a pugni.
Il conduttore precisa però: «Non l’avrei mai toccato. Non ho mai alzato le mani su nessuno, non uccido neppure una zanzara. Ma le sue parole erano talmente gravi che non potevo restare in silenzio».
Dietro l’esplosione di rabbia, Iacchetti racconta, c’è anche un dolore personale: «Non dormo la notte. Provo pena per la sofferenza di quelle persone».
Minacce e attacchi personali
Dopo la puntata, il conduttore si è trovato di fronte a una doppia realtà: da un lato l’affetto della gente comune, che lo ferma per strada per ringraziarlo, dall’altro gli insulti e le accuse online, tra cui quella di essere un «ubriacone» o un «miliardario».
Ma il vero nodo, secondo Iacchetti, non sono i detrattori anonimi: «Mi preoccupa il silenzio della politica. Giorgia Meloni non interviene perché sa di avere accanto un gruppo di incapaci. E dall’altra parte la sinistra non ha mostrato solidarietà. Ho contribuito almeno a far fare loro una figura di merda morale».

