Pubblicato il 26 Luglio 2025
Un’interrogazione parlamentare per fare chiarezza
Il deputato del Movimento 5 Stelle Luciano Cantone (nella foto) ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della Salute, sollecitato dal consigliere comunale Graziano Bonaccorsi, per chiarire le motivazioni e le implicazioni della decisione dell’ASP di Catania di esternalizzare il servizio di call center del Centro Unico Prenotazioni (CUP).
Una scelta controversa: si mette fine alla gestione interna
La decisione dell’ASP segna una svolta significativa dopo anni di gestione interna del servizio, inizialmente con personale selezionato tramite graduatorie pubbliche e successivamente con contratti di collaborazione a partita IVA, compensati con circa 10 euro l’ora. Questo schema, gestito direttamente dall’ASP, secondo Cantone presenta criticità sia sul piano normativo che sul fronte dei diritti dei lavoratori.
Le motivazioni dell’ASP e l’intervento della Regione Siciliana
Secondo fonti di stampa, l’ASP avrebbe giustificato la decisione con la carenza di personale formalmente assegnato al CUP, nonostante un aumento della domanda da parte dell’utenza. La Regione Siciliana, con un provvedimento autorizzativo datato aprile 2025, ha concesso proroghe bimestrali fino ad agosto per i collaboratori in servizio, ma ha anche fissato un termine di 12 mesi per il ritorno alla gestione pubblica del CUP.
Le domande chiave poste al Ministro
Cantone, nella sua interrogazione, chiede al Ministro della Salute di:
- Confermare la conoscenza dei fatti e fornire una valutazione sulla vicenda;
- Chiarire se il personale interno sia realmente insufficiente e perché non si sia optato per una riallocazione interna;
- Verificare se sia stata condotta una comparazione tra gestione interna ed esterna, in termini di costi, qualità del servizio e impatto occupazionale;
- Accertare la conformità legale dell’uso delle partite IVA per attività continuative e organizzate da un ente pubblico;
- Definire quali strumenti di controllo siano previsti per garantire standard qualitativi, trasparenza e penalità in caso di affidamento a privati;
- Confermare l’obbligo del rientro alla gestione pubblica entro 12 mesi e specificare quali azioni concrete verranno adottate per tutelare i lavoratori e garantire il servizio.
Una questione che riguarda cittadini e diritti
La vicenda solleva seri interrogativi sulla tenuta del sistema sanitario pubblico locale, in particolare sul diritto all’accesso equo alle prestazioni sanitarie e sulla tutela dei lavoratori coinvolti. Il M5s, attraverso l’iniziativa di Cantone, chiede chiarezza, trasparenza e garanzie, affinché non si compromettano né i servizi ai cittadini, né i diritti di chi lavora per garantirli.

