Pubblicato il 17 Novembre 2025
Lavoratori esasperati: assemblea permanente e mobilitazione generale
A Portovesme, nel Sulcis, i lavoratori di Eurallumina hanno avviato un’assemblea permanente dopo settimane di attesa e mancate risposte dalle istituzioni. Esasperati, un gruppo di operai ha scelto una forma di protesta estrema: salire sul silo numero 3, raggiungendo circa 40 metri di altezza per richiamare l’attenzione del Governo.
Cgil, Cisl e Uil sostengono apertamente l’iniziativa, chiedendo un intervento immediato di Mimit, Csf, Mef e Presidenza del Consiglio per stanziare i fondi indispensabili alla continuità operativa di Eurallumina. Le risorse sono considerate urgenti per garantire pagamento di utenze, stipendi, fornitori terzisti e la prosecuzione delle bonifiche ambientali.
L’appello inascoltato dei sindacati
Le sigle sindacali ricordano di aver già annunciato, il 7 novembre, la possibilità di una mobilitazione generale e organizzato una trasferta a Roma. Il 10 novembre è stata inviata una formale richiesta di incontro al ministro Urso, ma nessuna risposta è mai arrivata.
Di fronte a questo silenzio, oggi è stata convocata un’assemblea generale ai cancelli dello stabilimento. Da qui è partita la decisione di proclamare lo stato di mobilitazione generale e di appoggiare la scelta dei lavoratori che si trovano sul silo.
Il nodo irrisolto delle sanzioni del Csf
Sindacati e Rsa ricordano che, nonostante alcuni progressi – incluso il nuovo Dpcm Energia Sardegna – resta un ostacolo decisivo alla ripartenza degli investimenti, stimati in oltre 300 milioni di euro: la mancata revoca delle sanzioni patrimoniali del Comitato di Sicurezza Finanziaria contro Eurallumina.
Le sanzioni, notificate l’8 maggio 2023, derivano da una vicenda collegata indirettamente a un azionista del gruppo Rusal e hanno affidato allo Stato, tramite l’Agenzia del Demanio, la gestione e la custodia dello stabilimento. Secondo i sindacati, serve ora una soluzione tecnico-politica, oltre che giuridica, per permettere la revoca delle misure e lo sblocco degli investimenti.
“Trattamento diverso rispetto ad altri Paesi europei”
La nota sindacale denuncia anche una situazione ritenuta paradossale: in Svezia, Germania e Irlanda – dove operano altre aziende del gruppo UC Rusal – i governi, pur aderendo al regime sanzionatorio, hanno scelto di tutelare le imprese considerate strategiche, consentendo loro di continuare a operare.
Nel caso italiano, invece, la gestione finanziaria dello stabilimento, pari a oltre 20 milioni l’anno, è stata sostenuta fino a settembre 2025 dalla stessa Rusal, mentre la normativa prevederebbe che tale gestione – anche economica – fosse in capo al Csf tramite fondi ministeriali.
L’ultimatum dell’azienda e la nuova fase di incertezza
Durante l’incontro del 6 novembre tra Eurallumina, Confindustria Sardegna Meridionale, sindacati e Rsa, l’azienda aveva fissato al 12 novembre la data utile per ottenere certezze sullo stanziamento dei fondi.
L’assenza di risposte ha portato alla convocazione di un consiglio di amministrazione, inizialmente previsto per il 14 novembre e poi rinviato alla settimana successiva.
La situazione resta critica, mentre gli operai continuano la loro protesta a 40 metri di altezza, chiedendo un segnale immediato dal Governo. Fonte: Ansa

