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Eurodeputato vandalizza mostra LGBT durante il Pride: bufera in Polonia

Pubblicato il 12 Giugno 2025

Un gesto provocatorio nel cuore del Pride Month

In Polonia, nel pieno del mese del Pride, un episodio ha scatenato un’ondata di indignazione politica e mediatica. L’eurodeputato Grzegorz Braun, già noto per le sue azioni provocatorie, ha distrutto e calpestato i pannelli di una mostra dedicata ai diritti LGBT allestita nella camera bassa del parlamento polacco (Sejm).

Le immagini della distruzione

Nei video circolati online, si vede chiaramente Braun rimuovere con forza i cartelloni posti su cavalletti, per poi scaraventarli a terra e calpestarli uno ad uno. Il tutto è avvenuto davanti agli occhi di un commesso del parlamento, che ha tentato inutilmente di fermarlo.

Le reazioni istituzionali

Il gesto ha suscitato reazioni immediate. Il presidente del Sejm, Szymon Hołownia, ha risposto con fermezza:
“Non c’è posto per i teppisti nel Sejm”, ha dichiarato, vietando l’ingresso a Braun nell’edificio parlamentare.

Anche Krzysztof Bosak, vicepresidente del Sejm e membro del partito ultraconservatore Konfederacja, ha condannato l’episodio:
“Il parlamento non è un luogo per buffonate e distruzione”, pur esprimendo una critica verso quelle che ha definito “installazioni ideologiche”.

Un politico già al centro delle polemiche

Non è la prima volta che Grzegorz Braun, attualmente eurodeputato non iscritto e legato al partito Konfederacja Korony Polskiej, si rende protagonista di atti estremi.

Nel 2023, mentre era ancora parlamentare, aveva attirato l’attenzione internazionale spegnendo con un estintore una Menorah accesa all’interno del parlamento in occasione della festa ebraica di Hanukkah.

Un gesto che divide e accende il dibattito

L’episodio ha riacceso il dibattito sul clima politico in Polonia, in particolare sull’intolleranza verso le minoranze e sulla strumentalizzazione delle istituzioni a fini ideologici. Le azioni di Braun sono state duramente criticate da molti esponenti della società civile e politica, mentre alcuni settori conservatori continuano a minimizzare la gravità dell’accaduto.

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