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Torino

Ex ginecologo avrebbe concepito almeno 16 figli con inseminazioni non autorizzate

Pubblicato il 11 Marzo 2026

L’accusa: inseminazioni con il proprio sperma senza il consenso delle pazienti

Un grave caso di abuso medico emerso nei Paesi Bassi sta scuotendo il sistema sanitario del Paese. Un ex ginecologo che lavorò tra gli anni ’60 e ’70 ad Arnhem avrebbe infatti inseminato artificialmente alcune pazienti utilizzando il proprio sperma, senza che le donne ne fossero informate.

Secondo le ricostruzioni, il medico avrebbe concepito almeno 16 figli attraverso questa pratica. L’uomo operava presso la struttura che oggi è conosciuta come Rijnstate Hospital, uno dei principali centri sanitari della città di Arnhem.

L’indagine e la confessione del medico

Il caso è venuto alla luce grazie a un’indagine indipendente commissionata dallo stesso ospedale. Durante l’inchiesta, il ginecologo ha ammesso di aver sostituito il liquido seminale dei donatori previsti con il proprio quando questi non si presentavano agli appuntamenti programmati.

La vicenda è resa ancora più grave dal fatto che il medico è portatore di una malattia genetica ereditaria, anche se i dettagli sulla patologia non sono stati resi pubblici.

In una nota ufficiale, il centro medico ha spiegato che le motivazioni di questo comportamento restano sconosciute e che non è ancora possibile stabilire con precisione quanti figli biologici l’uomo abbia effettivamente generato.

L’ospedale: comportamento inaccettabile

Il Rijnstate Hospital ha invitato chiunque sospetti un possibile legame biologico con il medico a effettuare un test del DNA, rivolgendosi al centro specializzato Fiom.

Il direttore dell’ospedale, Hans Schoo, ha definito la vicenda “inaccettabile anche per gli standard dell’epoca”, evidenziando la grave violazione delle regole professionali e dei diritti dei pazienti.

Secondo Schoo, ogni bambino ha il diritto di conoscere le proprie origini biologiche, così come i pazienti devono poter avere piena fiducia nel fatto che un medico rispetti gli accordi presi durante le cure. Il dirigente ha inoltre riconosciuto che in questa vicenda si sono verificati gravi errori, esprimendo il rammarico dell’ospedale per quanto accaduto.

Altri scandali simili nel Paese

L’episodio non rappresenta purtroppo un caso isolato nei Paesi Bassi. Negli ultimi anni sono emerse diverse vicende simili legate alla procreazione assistita.

Tra le più note c’è quella che riguarda Jan Karbaat, un ginecologo morto nel 2017 che avrebbe generato decine di figli utilizzando lo stesso metodo nelle cliniche situate tra Rotterdam e Barendrecht.

Secondo l’associazione dei ginecologi olandesi Nvog, a causa di controlli insufficienti nel passato, almeno 85 donatori nel Paese hanno superato ampiamente i limiti consigliati per la procreazione.

Solo a partire dal 2018 è stato introdotto un limite obbligatorio di 12 famiglie per ogni donatore. Prima degli anni ’90, infatti, l’assenza di una normativa specifica sulla procreazione assistita aveva favorito situazioni di abuso, comportamenti che oggi potrebbero essere perseguiti penalmente.

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