Pubblicato il 9 Febbraio 2026
Approvato il sostegno temporaneo ad Acciaierie d’Italia
La Commissione Europea ha autorizzato un prestito di salvataggio fino a 390 milioni di euro a favore di Acciaierie d’Italia (AdI), ex Ilva, principale produttore siderurgico integrato del Paese. L’intervento, valutato secondo le norme UE sugli aiuti di Stato, è stato ritenuto compatibile con il mercato interno e ha l’obiettivo di assicurare la continuità operativa dell’azienda fino al passaggio delle attività a un nuovo operatore, che sarà individuato tramite una gara d’appalto attualmente in corso.
Valutazione UE e contesto normativo
Poiché il settore siderurgico non rientra attualmente negli Orientamenti UE sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione del 2014, la Commissione ha esaminato la misura sulla base delle disposizioni generali che consentono agli Stati membri di sostenere specifiche attività economiche a determinate condizioni.
Alla luce dei profondi cambiamenti intervenuti nei mercati dell’acciaio europei e globali dal 2014, Bruxelles ha inoltre proposto di estendere tali Orientamenti anche alla siderurgia, tenendo conto di questo nuovo approccio nella valutazione del caso AdI.
Tutela dell’occupazione e dell’economia regionale
Secondo la Commissione, il prestito contribuisce a prevenire gravi ricadute sociali, in particolare in Puglia, una regione che registra tassi di disoccupazione superiori alla media UE. Una cessazione improvvisa delle attività di Acciaierie d’Italia avrebbe effetti negativi non solo sui lavoratori, ma anche sull’intera filiera industriale che dipende dalla produzione siderurgica e sull’economia locale.
Prestito proporzionato e a condizioni di mercato
L’importo del finanziamento è stato giudicato proporzionato e limitato al fabbisogno di liquidità previsto, destinato esclusivamente alla copertura dei costi operativi ordinari, come stipendi e pagamenti ai fornitori.
Il prestito:
- è concesso a condizioni di mercato comparabili a quelle delle imprese concorrenti
- ha una durata massima di sei mesi
- prevede che, allo scadere, l’Italia presenti un piano di ristrutturazione, un piano di liquidazione oppure la prova dell’avvenuto rimborso
La Commissione ha inoltre rilevato che né Acciaierie d’Italia né la precedente Ilva hanno beneficiato di aiuti al salvataggio o alla ristrutturazione negli ultimi dieci anni, escludendo così distorsioni indebite della concorrenza.
Impatto sulla concorrenza e decisione finale
Alla luce di questi elementi, Bruxelles ha concluso che l’intervento non altera in modo significativo la concorrenza né gli scambi nel mercato interno. Su questa base, il prestito di salvataggio italiano è stato ufficialmente approvato.
La Commissione ha anche annunciato che applicherà lo stesso approccio in futuro ai casi di aiuti al salvataggio o alla ristrutturazione nel settore siderurgico, per garantire parità di trattamento tra le imprese europee.
Il profilo di Acciaierie d’Italia
Acciaierie d’Italia è il principale produttore siderurgico integrato italiano, con otto siti produttivi e di servizio. Il più importante è lo stabilimento di Taranto, che:
- si estende su 15 milioni di metri quadrati
- impiega circa 8.000 addetti, su un totale aziendale di circa 10.000 lavoratori
- ha una capacità produttiva di circa 6 milioni di tonnellate annue di acciaio al carbonio
L’impianto rifornisce numerosi comparti strategici, tra cui automotive, elettrodomestici, edilizia, infrastrutture, packaging, ingegneria meccanica ed energia.
Situazione finanziaria e obiettivi del prestito
AdI si trova in difficoltà finanziarie ed è sottoposta a procedura di insolvenza dal febbraio 2024. L’azienda è attualmente al centro di una procedura di vendita, che il governo italiano intende completare a breve.
Nel frattempo, il prestito autorizzato dall’UE serve a coprire il fabbisogno di liquidità immediato, consentendo all’azienda di proseguire le attività operative fino al trasferimento al nuovo soggetto selezionato.

