Pubblicato il 4 Aprile 2026
L’iniziativa contro il caro carburanti
Cinque ministri dell’Economia dell’Unione Europea, tra cui Giancarlo Giorgetti, hanno proposto l’introduzione di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche.
La richiesta nasce come risposta al forte aumento dei prezzi del carburante, legato alle tensioni e al conflitto in Medio Oriente, che sta pesando su famiglie e imprese in tutta Europa.
I Paesi coinvolti e la lettera a Bruxelles
Oltre all’Italia, l’iniziativa è sostenuta anche da Germania, Spagna, Portogallo e Austria.
I cinque ministri hanno inviato una lettera al commissario europeo Wopke Hoekstra, sottolineando la necessità di una “soluzione europea” capace di dare un segnale concreto ai cittadini e ai mercati.
Secondo i firmatari, un intervento comune dimostrerebbe che “l’Europa è unita e in grado di agire”, lanciando un messaggio chiaro: chi beneficia economicamente delle conseguenze della guerra deve contribuire a sostenere la collettività.
Prezzi del petrolio e impatto sull’economia
Nel documento si evidenzia come il conflitto in Medio Oriente abbia provocato un aumento significativo dei prezzi del petrolio, con ripercussioni dirette sull’economia europea.
Questo scenario ha comportato un aggravio rilevante per cittadini e imprese, rendendo necessario un intervento per distribuire in modo più equo i costi della crisi energetica.
La proposta: uno strumento comune europeo
I ministri ricordano di aver già sostenuto misure simili a livello nazionale e chiedono ora alla Commissione europea di sviluppare un meccanismo analogo su scala UE, basato su solide fondamenta giuridiche.
L’obiettivo è duplice:
- finanziare interventi temporanei di sostegno, soprattutto per i consumatori
- contenere l’inflazione senza aumentare il peso sui bilanci pubblici
Focus sulle multinazionali del petrolio
Nella proposta si invita inoltre Bruxelles a valutare come includere in modo più efficace i profitti realizzati all’estero dalle compagnie petrolifere multinazionali, migliorando il modello già adottato nel 2022.
I cinque Paesi chiedono quindi un’azione rapida, convinti che una risposta coordinata a livello europeo sia essenziale per affrontare l’attuale crisi energetica.

