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Fashion Business Management, creatività, sostenibilità e strategia riscrivono le competenze manageriali

Pubblicato il 13 Dicembre 2025

Gestire un brand moda, nel mercato attuale, non vuol dire più solo comprendere le dinamiche del prodotto o prevedere l’evoluzione dei trend, quanto orchestrare processi complessi, connessi a filiere globali, a consumatori sempre più informati e a un mercato che misura il valore, non solo in termini di performance economica, ma anche di responsabilità ambientale e sociale.

La moda è ormai definita dalle fonti più autorevoli come un vero e proprio ecosistema, in cui stile, strategia e innovazione devono convivere. 

D’altra parte, è anche un settore che oggi viene interrogato come mai prima sul suo impatto ambientale, in tutte le sue fasi, produzione, approvvigionamento, materiali, logistica, retail. Ogni passaggio della filiera è sotto osservazione. Questa pressione non arriva solo dalle normative o dai media, ma da un consumatore che intende vivere la moda come espressione identitaria e non più come semplice compromesso etico.

La sostenibilità entra quindi nel fashion business come un cambio strutturale. 

I marchi che intendono competere su scala internazionale devono dotarsi di manager capaci di leggere i segnali deboli del mercato, conoscere gli equilibri ESG, padroneggiare i nuovi strumenti di supply chain trasparente e, allo stesso tempo, assicurare un posizionamento di brand che rimanga distintivo.

È evidente che un simile profilo professionale non può essere improvvisato. 

Servono percorsi formativi che integrino dimensione creativa, capacità analitiche e conoscenza dei modelli di business digitali, oltre a una forte consapevolezza dell’impatto sociale e ambientale delle scelte manageriali. Gli stessi obiettivi che persegue 24ORE Business School con i suoi percorsi in fashion in business management, considerati tra le proposte più avanzate del panorama italiano.

Nell’area Lusso e Moda, infatti, i percorsi formativi sono progettati per dialogare con l’evoluzione reale delle imprese del fashion. 

Troviamo master che affrontano il settore da prospettive complementari, dal fashion marketing al luxury management, senza tralasciare retail strategy, brand management e digital fashion. 

Ognuno di questi percorsi ha un valore specifico, perché intercetta un segmento diverso della catena del valore, dalla costruzione della brand identity, alla gestione del punto vendita fisico e digitale, fino alla supervisione delle strategie internazionali.

Tra tutti, però, il Master in Fashion Business merita un approfondimento particolare. Si tratta di uno dei programmi più completi della Business School, costruito per formare figure manageriali capaci di governare la complessità del settore moda attraverso una lente strategica e sostenibile. Il percorso unisce lezioni frontali, project work in collaborazione con aziende partner, workshop con professionisti del fashion system e un periodo di stage garantito che permette agli studenti di confrontarsi direttamente con le dinamiche operative del settore.

Il programma si snoda attraverso moduli che affrontano strategia, marketing, organizzazione aziendale, supply chain, produzione, retail management e digital transformation. 

Più di tutto, nella dimensione ESG il master rivela il suo carattere più innovativo, poiché viene dato spazio ai materiali sostenibili, nuove tecnologie applicate al design, ai modelli di economia circolare, alla gestione del ciclo di vita del prodotto e alle metriche che le aziende utilizzano per valutare l’impatto ambientale.

Chi completa il master può facilmente inserirsi come brand manager, product manager, retail specialist, merchandising manager, sustainability specialist per il fashion o consulente in strategie di sviluppo del brand. Ruoli che richiedono una visione ampia, un approccio sistemico e la capacità di gestire la trasformazione digitale e ambientale del settore.

Il fashion business sta ridefinendo i propri confini, ecco perché chi sceglie di formarsi con un master dedicato non acquisisce solo competenze tecniche, ma una prospettiva nuova sul modo di fare impresa. Un modo capace di coniugare creatività e responsabilità, immaginazione e rigore manageriale.

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