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sconcerto nel salento

Femminicidio a Castelnuovo del Garda: 33enne accusato dell’omicidio di Jessica Stapazzolo Custodio de Lima

Pubblicato il 28 Ottobre 2025

Il delitto nella notte nel Veronese

Un nuovo caso di femminicidio sconvolge Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona. L’uomo fermato è R.P.D., cittadino brasiliano di 41 anni, accusato di aver ucciso la compagna, Jessica Stapazzolo Custodio de Lima, di 33 anni, con un numero elevato di coltellate.

La Procura di Verona ha reso noto che il fermo è stato eseguito nella notte dai Carabinieri della Compagnia di Peschiera del Garda. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe chiamato i militari intorno alla mezzanotte, dichiarando di voler togliersi la vita. Da quella chiamata sono partite le indagini che, grazie alle sue ammissioni, hanno portato al ritrovamento del corpo senza vita della donna nell’abitazione di Castelnuovo del Garda. Il coltello usato per il delitto è stato poi trovato all’interno della sua vettura.

Una storia di violenza già segnalata

Jessica, circa un anno e mezzo fa, si era trasferita nella casa acquistata in precedenza dal compagno. Non era la prima volta che la donna chiedeva aiuto: aveva infatti denunciato in passato episodi di maltrattamenti domestici, salvo poi ritirare la denuncia.
Proprio a causa del clima familiare teso e violento, la donna aveva perso l’affidamento della figlia, su richiesta del padre della bambina.

L’allarme degli amici e la scoperta del corpo

Gli amici della vittima, preoccupati perché non avevano più sue notizie da sabato, hanno dato l’allarme dopo diversi tentativi falliti di contattarla. Nella mattinata di lunedì, i Carabinieri hanno trovato il corpo senza vita nella casa di Castelnuovo del Garda, colpito da numerose coltellate.

Gli investigatori del RIS stanno effettuando i rilievi per determinare l’ora esatta del decesso, mentre il medico legale dovrà chiarire le dinamiche dell’aggressione. Al momento della scoperta, l’uomo non era in casa, ma è stato rintracciato e arrestato poco dopo.

Un passato di violenza e provvedimenti ignorati

Il 33enne era già noto alle forze dell’ordine. Dal 23 aprile 2025 era sottoposto a divieto di avvicinamento alla compagna e ai luoghi da lei frequentati, con obbligo di mantenere una distanza di 500 metri e braccialetto elettronico. Gli era inoltre vietato contattarla in qualunque modo e dimorare nel Comune di Ponti sul Mincio, dove Jessica viveva.

Pochi giorni prima, il 21 aprile 2025, l’uomo era stato arrestato in flagranza di reato per un episodio di violenza fisica ai danni di Jessica: l’aveva gettata a terra, trascinata per i capelli, colpita con pugni e con la chiave dell’auto. Dopo l’arresto, il giudice aveva confermato la misura cautelare.

Il braccialetto elettronico, installato il 19 maggio, risulta scomparso. Al momento del fermo, l’uomo non lo indossava e i Carabinieri stanno cercando di capire quando e dove se ne sia disfatto. L’apparato di controllo consegnato alla vittima è stato ritrovato nascosto nel garage della madre a Ponti sul Mincio.

Abuso di alcol e precedenti penali

Dalle indagini emerge che il 33enne faceva uso eccessivo di alcol e stupefacenti. Era inoltre già sotto processo per maltrattamenti e lesioni volontarie commessi contro Jessica tra agosto 2024 e aprile 2025.

La Procura gli contesta anche violenze sessuali ai danni della sorella della compagna, avvenute a dicembre 2024, oltre a episodi di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale.
In seguito a questi fatti, il Questore di Verona aveva emesso un ammonimento formale, e la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio lo scorso 17 settembre.

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