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Fermato in Grecia il presunto assassino di madre e figlia trovate morte a Villa Pamphili

Pubblicato il 13 Giugno 2025

Catturato in Grecia il fuggitivo: incastrato grazie al cellulare

Immagine di repertorio

È stato arrestato venerdì 13 giugno sull’isola greca di Skiatos l’uomo sospettato del duplice omicidio che ha scosso Roma: una donna americana di 29 anni e la sua bambina di appena 6 mesi, trovate morte nel parco di Villa Pamphili.

L’uomo, anche lui statunitense, era in fuga da giorni e si mescolava ai turisti in vacanza. A tradirlo sarebbe stato il suo cellulare, grazie al quale gli investigatori sono riusciti a localizzarlo e intervenire.

Le telecamere e una segnalazione chiave portano al sospettato

Il presunto omicida, americano con tratti latini e conoscenza dell’italiano, è stato identificato anche grazie a indizi raccolti nelle vicinanze del luogo del delitto.

Decisivi sono stati il ritrovamento di un cappellino e di un vestitino da bambina in un cassonetto vicino a Villa Pamphili. I filmati delle telecamere di alcune mense per poveri avevano immortalato l’uomo, la donna e la piccola: lui indossava lo stesso cappello, la bimba aveva addosso quel vestito ritrovato nella spazzatura.

Una testimonianza giunta alla trasmissione “Chi l’ha visto?” ha poi segnalato un episodio di violenza avvenuto in Campo de’ Fiori il 20 maggio, quando una volante era intervenuta per fermare un uomo ubriaco che stava picchiando una donna, compatibile con la 29enne uccisa.

Una vita ai margini per scelta? Dubbi sul legame col sospettato

Non è ancora chiaro da quanto i tre si trovassero in Italia. Gli inquirenti ipotizzano che la donna abbia partorito all’estero e sia arrivata recentemente nel nostro Paese, forse in autobus. Secondo quanto ricostruito, potrebbero aver scelto volontariamente uno stile di vita ai margini, non legato a difficoltà economiche ma a motivazioni personali.

Resta ancora da chiarire quale fosse il legame tra la donna e il presunto assassino. Non è certo che si tratti del padre della bambina, e le motivazioni che lo avrebbero spinto a uccidere restano oscure.

Al momento, il coinvolgimento di altre persone è escluso.

Le cause della morte: per la donna nessuna lesione, la piccola è stata soffocata

Le indagini hanno rivelato che sul corpo della donna non erano presenti segni evidenti di violenza, né risultano tracce di droghe o farmaci, escludendo così ipotesi come l’aggressione brutale o l’overdose.

Diverso il destino della neonata: la bambina sarebbe stata picchiata e poi soffocata, quasi fino allo strangolamento, secondo quanto emerso dall’autopsia.

Gli inquirenti stanno ora lavorando per ricostruire l’intera vicenda e fare piena luce sul movente dell’orribile delitto.

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