Pubblicato il 11 Maggio 2025
Zaia lancia l’allarme: “Il governo ascolti le Regioni”
Luca Zaia, presidente del Veneto, interviene con forza sul dibattito relativo al fine vita. In un’intervista al Corriere della Sera, il governatore invita a superare l’“ipocrisia tutta italiana” che circonda il tema del suicidio assistito, o meglio, come lui preferisce definirlo, la “gestione del fine vita”.
“Il governo deve ascoltare le Regioni, che ogni giorno affrontano questo tema senza strumenti normativi adeguati“, ha dichiarato.
Zaia sottolinea come l’intervento dell’esecutivo sull’impugnazione della legge toscana – ritenuta in conflitto con le competenze statali – sia coerente con quanto indicato dalla Corte costituzionale. Tuttavia, osserva che la coerenza dovrebbe valere anche per il passo successivo: approvare una legge nazionale.
“Se lo Stato rivendica la competenza, allora faccia la legge. Non ci si può nascondere dietro l’immobilismo“, afferma.
“Non possiamo permetterci un altro caso Eluana Englaro”
Zaia lancia un monito chiaro: senza una normativa chiara, si rischia di lasciare la decisione ai tribunali, come accadde nel caso drammatico di Eluana Englaro.
“Un padre costretto a ottenere giustizia in tribunale non è segno di civiltà. Un Paese serio deve legiferare, non delegare ai giudici“, ha aggiunto.
“Una questione etica, non politica”
Il governatore del Veneto respinge le letture ideologiche del dibattito:
“Non è una questione di destra o sinistra. È un tema etico che attraversa tutte le forze politiche“, chiarisce.
Zaia evidenzia come, sia a destra che a sinistra, esistano posizioni diverse sul fine vita. Questo dimostra, secondo lui, che si tratta di un problema di coscienza, non di partito.
“Serve un tavolo di confronto nazionale. Se non lo facciamo per scelta, ci arriveremo per necessità. E sarà troppo tardi“, conclude.
L’appello finale
Il messaggio di Zaia è diretto al Parlamento e al governo: prendere in mano il tema del fine vita senza ulteriori ritardi, coinvolgendo le Regioni e tutta la società in un dibattito trasparente e rispettoso delle diverse sensibilità.
In sintesi, per Zaia la legge sul fine vita è un’urgenza civile e istituzionale, non più rinviabile.

