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Fisco: le regioni dove si evade di più

Pubblicato il 22 Luglio 2023

Lo scorso anno ci sono state ben 14.045 mila denunce a seguito delle attività di controllo della Guardia di Finanza da cui sono derivati e 290 arresti. In pratica quindi il due per cento dei soggetti denunciati è finito in carcere.

È quanto risulta dall’ultimo report dell’Ufficio studi della Cgia (Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre), che ha elaborato i dati della Corte dei Conti.

Analizzando la serie storica, dal 2011 emerge che il numero assoluto dei denunciati è rimasto pressoché stabile, mentre gli arresti, dopo il minimo storico toccato nel 2016 (99), hanno raggiunto il picco massimo nel 2021 (411), per poi scendere di 121 casi nel 2022 (290).

Guardando alla mappa dell’evasione, esisterebbe un forte divario Nord-Sud. Nel 2020, ultimo dato disponibile, il peso dell’economia non osservata sul valore aggiunto nazionale era all’11,6%, pari a 174,6 miliardi di euro. Di quest’ultimo importo, l’economia sommersa era pari a 157,4 miliardi e le attività illegali 17,3 miliardi. L’evasione fiscale e contributiva, invece, si aggirava attorno ai 90 miliardi di euro (78,9 miliardi imputabili all’evasione tributaria e 10,8 miliardi all’evasione contributiva). A fronte di 90 miliardi di evasione fiscale all’anno, è come se a ogni 100 euro di gettito incassato dal fisco, comunque ne venissero evasi 13,2.

Se la stessa simulazione la riproduciamo a livello regionale, la situazione più critica per la Cgia sta nel Mezzogiorno: nella classifica di euro evasi ogni 100 euro incassati, in Puglia gli evasori se ne trattengono 19,2 euro, in Campania 20 e in Calabria, maglia nera d’Italia, 21,3. Si tratta di cifre doppie rispetto a ai 10,6 euro che si registrano in Friuli Venezia Giulia, ai 10,2 euro in Provincia di Trento e ai 9,5 euro in Lombardia. Il territorio nazionale più fedele al fisco è la Provincia di Bolzano che presenta un’evasione di soli 9,3 euro ogni 100 incassati.