Pubblicato il 27 Settembre 2025
Una frattura tra gli attivisti
Dopo l’attacco israeliano di due giorni fa, alcuni membri italiani della Global Sumud Flotilla hanno deciso di lasciare le imbarcazioni. La scelta è maturata durante una riunione tra delegazioni di diversi Paesi e ha fatto emergere una netta divisione: da una parte chi intende proseguire “a tutti i costi”, dall’altra chi giudica i rischi ormai insostenibili.
Il giornalista Ivan Compasso, presente a bordo, ha spiegato: “Le condizioni di sicurezza sono cambiate e i pericoli sono aumentati”. Chi è sceso non rinuncia al senso della missione, ma preferisce continuare a denunciare le violenze senza mettere ulteriormente in pericolo la vita dei partecipanti.
L’appello del Quirinale e la linea degli attivisti
Proprio in queste ore è arrivato l’appello del presidente Sergio Mattarella, che ha invitato la Flotilla ad accettare la mediazione del Patriarcato Latino di Gerusalemme per garantire la consegna sicura degli aiuti. “Non mettete a rischio l’incolumità delle persone”, ha detto il Capo dello Stato dopo un colloquio con la premier Giorgia Meloni.
Gli attivisti, però, ribadiscono la loro posizione: “Siamo pronti a valutare mediazioni, ma non cambiamo rotta: vogliamo rompere il blocco navale“. La portavoce Delia ha annunciato il rientro in Italia per aprire un dialogo diretto con le istituzioni.
Difficoltà tecniche e ostacoli
La Flotilla ha subito un nuovo colpo: la nave Family ha dovuto fermarsi per un guasto al motore. A bordo viaggiava anche il comitato direttivo, che è stato redistribuito su altre unità. Intanto Israele ribadisce che non permetterà il raggiungimento di Gaza, definendo la zona come “area di combattimento”.
Le piazze italiane si mobilitano
Sul fronte interno, la vicenda divide la politica. La maggioranza e parte dell’opposizione sostengono l’appello di Mattarella, mentre nei movimenti sociali cresce la mobilitazione. L’Usb ha annunciato presìdi in 100 piazze italiane, in preparazione alla manifestazione nazionale del 4 ottobre a Roma.
Anche la Cgil non esclude lo sciopero generale se dovessero verificarsi nuovi attacchi. Dall’altra parte, il vicepremier Matteo Salvini e il Garante per gli scioperi criticano duramente le proteste, mentre il ministro dell’Interno Piantedosi avverte: “Attenti alle piazze”.
Emergenza umanitaria: Medici Senza Frontiere ha annunciato il ritiro da Gaza City
Sul terreno, la situazione peggiora rapidamente. Medici Senza Frontiere ha annunciato il ritiro da Gaza City, affermando che il livello di rischio per gli operatori è ormai insostenibile.
In questo quadro, la Flotilla continua a navigare verso un destino incerto, mentre in Italia cresce la tensione politica e sociale attorno alla missione.

