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Forza Italia, scosse interne dopo il referendum: Gasparri si dimette

Pubblicato il 26 Marzo 2026

Il passo indietro dopo la vittoria del “no”

Le conseguenze del referendum sulla giustizia si fanno sentire anche all’interno di Forza Italia. La vittoria del “no” ha innescato un terremoto politico che porta alle dimissioni del capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri.

La decisione sarà formalizzata nel pomeriggio del 26 marzo durante una riunione a Palazzo Madama, convocata con un ordine del giorno chiaro: elezione di un nuovo presidente del gruppo dopo le dimissioni dell’attuale.

Si tratta di un passo indietro di fatto obbligato, maturato dopo ore di tensione interna al partito.

La sfiducia dei senatori e la lettera decisiva

Alla base della decisione c’è una presa di posizione netta da parte di gran parte del gruppo parlamentare. Quattordici senatori su venti hanno sottoscritto un documento chiedendo la sostituzione di Gasparri per salvaguardare l’unità del partito.

Tra i firmatari figurerebbero anche esponenti di primo piano come i ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati.

Di fronte a questa situazione, interpretata come una vera e propria sfiducia, Gasparri ha scelto di dimettersi autonomamente.

Le ragioni politiche: il peso del referendum e le tensioni interne

La decisione affonda le radici nell’esito del referendum sulla giustizia, sostenuto da Forza Italia con una campagna fortemente legata alla figura di Silvio Berlusconi.

Il mancato successo dell’iniziativa ha alimentato malumori e richieste di rinnovamento, anche ai vertici del partito.

Secondo diverse ricostruzioni, Marina Berlusconi avrebbe espresso la necessità di avviare una “fase nuova”, senza però colpire direttamente il segretario Antonio Tajani.

In questo contesto, Gasparri sarebbe diventato il bersaglio indiretto per colpire l’area più vicina alla leadership attuale, segnando un primo cambiamento negli equilibri interni.

Il possibile nuovo assetto: Craxi in pole

Per la successione, il nome più accreditato è quello di Stefania Craxi, attualmente alla guida della commissione Esteri e Difesa.

Si profila un possibile scambio di ruoli: Craxi alla guida del gruppo al Senato e Gasparri alla presidenza della commissione.

Tuttavia, il cambio potrebbe non fermarsi qui. Non si escludono ulteriori riorganizzazioni anche alla Camera, dove il capogruppo è Paolo Barelli, anche se in questo caso i tempi sembrano destinati ad allungarsi.

Una fase di transizione che evidenzia come Forza Italia sia alle prese con un momento delicato di ridefinizione interna.

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