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Frase choc nel bagno di un liceo. La dirigente convocata da Digos e squadra mobile. “Scritta ottusa e scriteriata”. L’episodio all’istituto Giulio Cesare di Roma

La preside del liceo Giulio Cesare, Paola Senesi, è stata ascoltata da Digos e squadra mobile sulla “lista degli stupri” comparsa nei bagni della scuola. La vicenda scuote studenti, docenti e collettivi: ecco tutte le reazioni

Pubblicato il 1 Dicembre 2025

Proseguono le indagini sulla scritta apparsa nei bagni del liceo Giulio Cesare, definita immediatamente come una “lista degli stupri”. Nella mattinata di oggi la dirigente Paola Senesi è stata sentita dalla Digos e dalla squadra mobile, impegnate a ricostruire la vicenda e a verificare eventuali connessioni con il clima delle recenti elezioni studentesche. Gli investigatori stanno acquisendo tutti gli elementi necessari per identificare i responsabili.

La comunicazione della preside

Come riportato dai colleghi di Romatoday.it, in una nota indirizzata alla comunità scolastica, Senesi ha definito la frase rinvenuta nel bagno maschile una “scritta ottusa e scriteriata”, sottolineando come l’episodio abbia generato una forte eco mediatica. La dirigente ha ricordato che l’istituto è da anni impegnato in progetti dedicati alla parità di genere, citando il percorso nazionale “Pari e dispari: due insiemi, un gioco”, attività creative, convegni e iniziative ricorrenti finalizzate alla sensibilizzazione contro ogni forma di discriminazione.

Ha inoltre richiamato l’appuntamento del 25 novembre 2025, organizzato insieme al Rotary Club Roma Experience Academy, che ha visto una larga partecipazione degli studenti. Per Senesi, è possibile che la frase individuata possa rappresentare una reazione alle iniziative educative promosse dalla scuola.
“Il liceo Giulio Cesare non è una scuola connotata da un clima di violenza”, ha precisato.

La posizione dei docenti

Il corpo docente ha diffuso una lettera nella quale esprime “ferma e severa condanna” per quanto accaduto, manifestando vicinanza agli studenti coinvolti. I professori evidenziano come l’assemblea straordinaria convocata dalla comunità studentesca abbia rappresentato un momento importante per denunciare l’accaduto e chiedere un cambio di passo contro la cultura dell’omertà.

L’intervento del collettivo Zero Alibi

Il collettivo studentesco Zero Alibi ha definito la scritta una chiara espressione di una cultura che oggettifica le donne, respingendo l’idea che si tratti di una bravata. Secondo il collettivo, servono percorsi strutturati di educazione sessuo-affettiva, da inserire stabilmente nell’orario scolastico.
Nel loro intervento hanno ricordato episodi precedenti: cartelloni bruciati nel 2024 e liste di firme strappate solo pochi giorni fa, raccolte per chiedere più interventi contro la violenza di genere.

Il gruppo critica la definizione di “atto scriteriato” utilizzata dalla dirigente: “La condanna non basta: serve un impegno maggiore”.

Gli studenti chiedono ascolto

Anche i rappresentanti dell’istituto, attraverso i social, hanno chiesto che la scuola affronti il problema con trasparenza e serietà, sostenendo che in alcuni momenti la priorità sia sembrata quella di proteggere l’immagine dell’istituto, più che intervenire sul disagio interno. Gli studenti ribadiscono: “Una scuola è credibile quando sa ascoltare e agire, non quando appare perfetta”.

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