Pubblicato il 21 Febbraio 2026
Non si fermano all’alt e scatta l’inseguimento
Non si sono fermati all’alt imposto dalla Polizia di Stato e hanno tentato la fuga sfrecciando in moto a velocità sostenuta in una zona molto affollata, mettendo seriamente a rischio l’incolumità dei pedoni.
L’episodio è avvenuto nei pressi di piazza Alcalà, dove gli agenti della squadra volanti della Questura di Catania erano impegnati in un servizio di controllo del territorio. Alla vista dei poliziotti, i due giovani in sella al mezzo hanno accelerato bruscamente, dando inizio a un inseguimento protrattosi per diversi chilometri.
Durante la fuga, il conducente, un catanese di 27 anni, ha rischiato di investire un pedone nella zona della Pescheria, procedendo a velocità elevata e senza casco, così come il passeggero. Gli agenti, mantenendo sempre il controllo della situazione e adottando manovre di sicurezza per evitare ulteriori pericoli, sono riusciti a bloccarli definitivamente in via Carlo Forlanini.
Senza patente e con tasso alcolemico oltre i limiti
Una volta fermato, il 27enne ha mostrato un atteggiamento ostile e segni evidenti di alterazione psico-fisica. I poliziotti hanno subito percepito un forte odore di alcol e hanno richiesto l’intervento della Polizia Stradale per effettuare l’alcol test.
L’esame ha confermato che il tasso alcolemico era superiore ai limiti consentiti, facendo scattare la denuncia per guida in stato di ebbrezza. Dagli ulteriori accertamenti è emerso anche che il giovane non aveva mai conseguito la patente di guida, circostanza che ha comportato un’ulteriore sanzione amministrativa.
Sono state contestate inoltre violazioni per la guida senza casco, sia al conducente sia al passeggero, un 17enne.
Arresti e denunce
Per le gravi condotte tenute durante l’inseguimento, il 27enne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e posto agli arresti domiciliari su disposizione del Pubblico Ministero, in attesa del giudizio per direttissima.
Il minorenne è stato invece denunciato per resistenza a pubblico ufficiale in concorso.
Resta ferma, per entrambi, la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

