Pubblicato il 14 Luglio 2025
Smantellata organizzazione che aveva fatto furti ai danni di Telecom e Enel tra marzo e maggio 2024
Il 18 maggio 2025, a seguito di indagini coordinate dalla Procura Distrettuale di Catania, i Carabinieri della Stazione di San Giovanni La Punta, con il supporto della Polizia di Stato del Commissariato di Librino, hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria nei confronti di quattro soggetti.
L’ordinanza è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, in relazione a numerosi furti di cavi in rame appartenenti alle società Telecom (TIM) ed Enel, avvenuti tra marzo e maggio 2024 in diverse aree della provincia etnea.
Il furto da 250 kg di cavi TIM ricostruito grazie alle telecamere
Le indagini sono partite da una denuncia presentata il 20 maggio 2024 da un dirigente della società TIM, in seguito al furto di circa 90 metri di cavi telefonici in rame (dal peso complessivo di circa 250 kg), avvenuto mediante l’accesso a un tombino interrato della rete.
Le immagini di videosorveglianza hanno permesso agli investigatori di identificare i presunti responsabili, i quali agivano travestiti da operai con pettorine e caschi gialli, fingendosi personale autorizzato. Il rame rubato veniva poi caricato su un furgone Fiat Ducato, noleggiato appositamente per l’operazione. Il danno economico stimato ammonta a circa 8.000 euro, con la conseguente interruzione del servizio telefonico nella zona.
Un secondo furto ai danni di Enel: stessa modalità, stesso travestimento
Un altro episodio, denunciato nel marzo 2024 da alcuni dipendenti Enel, riguarda il furto di un cavo di rame interrato in via Fossa della Creta a Catania, ad opera di tre soggetti travestiti nello stesso modo, simulando di essere operatori di una ditta incaricata per interventi tecnici.
Anche in questo caso, grazie a filmati realizzati dal personale autentico della TIM, è stato possibile risalire al veicolo impiegato, risultato anch’esso noleggiato, e successivamente identificare i tratti somatici dei sospettati.
Disposte le misure cautelari, resta la presunzione d’innocenza
Il Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta del Pubblico Ministero, ha disposto l’applicazione delle misure coercitive a carico dei quattro indagati. Si sottolinea che si tratta di una fase ancora preliminare, in cui non è ancora avvenuto il confronto con le difese, e che vale la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.

