« Torna indietro

Furto in chiesa a San Giorgio, l’arcivescovo Luigi Renna: ‘Stato educhi’

Pubblicato il 16 Gennaio 2024

L’arcivescovo di Catania Luigi Renna si è espresso sul furto subito della chiesa del rione di San Giorgio. “Esprimo vicinanza a padre Piero Galvano e alla comunità parrocchiale di San Pio da Pietrelcina in questo momento in cui i locali della parrocchia sono stati oggetto di ripetuti atti di vandalismo. Una delle modalità a cui i cittadini ricorrono per dissuadere da certi comportamenti è l’istallazione di telecamere, che hanno il loro costo”.


L”arcivescovo auspica che “questo mezzo utilizzato da privati e da comunità, possa essere messo a disposizione per interventi atti non solo a prevenire, ma anche ad attenzionare chi si macchia di quei reati che a lungo andare minano la qualità della vita dei cittadini e diseducano soprattutto i più giovani, che rischiano di avere la convinzione che certi comportamenti non sono puniti”.


Il parroco ha poi spiegato ad un noto giornale siciliano il perché della sua iniziativa: “I nostri ‘fratelli’ ladri, nell’arco di alcuni mesi, per la seconda volta hanno rubato le telecamere di sorveglianza della parrocchia e, nonostante io abbia denunciato i furti e consegnato alle forze dell’ordine i video in cui si possono bene identificare i nostri ‘fratelli’, il pubblico ministero propone di archiviare il ‘fatto’, eccetto che si faccia opposizione con richiesta motivata di prosecuzione delle indagini preliminari”.

“Mi chiedo – continua- quale messaggio passa, così facendo. Penso il seguente: ‘Cari ladri, continuate a rubare! State tranquilli che non riceverete nessuna pena per quello che avete fatto””. Il parroco afferma che “non pretendo dalla legge che per furti simili si vada a finire in carcere”, ma, osserva che “non è pedagogico, né educativo, che non si intervenga in qualche modo, fosse anche con il provvedimento della messa alla prova: percorsi risocializzanti o riparatori di pubblica utilità” Come i genitori, rilevato padre Galvano, “lo Stato non può e non deve chiudere gli occhi dinanzi a certi “errori”, soprattutto se reiterati, per prevenire ulteriori e più pericolose delinquenze sociali”.