Pubblicato il 6 Novembre 2025
L’allarme e l’intervento immediato della Polizia
Un uomo di 50 anni è stato arrestato per furto aggravato dopo aver rubato un furgone ad Acireale e aver tentato di far perdere le proprie tracce. Fondamentale per la riuscita dell’operazione è stato il GPS installato dal proprietario sul veicolo, che ha permesso alla Polizia di Stato di rintracciare in breve tempo il mezzo e l’autore del reato.
Resta, naturalmente, valida la presunzione di innocenza dell’indagato fino a sentenza definitiva.
Il furto e la segnalazione
Gli agenti della Squadra Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Catania sono intervenuti a seguito di una chiamata al Numero Unico di Emergenza.
Il proprietario del furgone aveva segnalato il furto avvenuto in corso Italia ad Acireale e, grazie al sistema di localizzazione satellitare, ha potuto fornire ai poliziotti la posizione precisa del veicolo in tempo reale.
Il ritrovamento del mezzo e il fermo del sospettato
Seguendo il segnale GPS, gli agenti hanno raggiunto la zona della stazione Centrale di Catania, dove hanno sorpreso il 50enne a bordo del furgone rubato.
L’uomo, bloccato e identificato, ha dichiarato di aver trovato il veicolo parcheggiato con le chiavi inserite e di aver deciso di prenderlo per nasconderlo in un luogo sicuro.
Nel tentativo di evitare di essere riconosciuto, avrebbe anche danneggiato la telecamera di bordo installata sul furgone.
Le indagini e la conferma delle immagini di videosorveglianza
Grazie alla collaborazione con i poliziotti del Commissariato di Acireale, gli agenti sono riusciti ad acquisire le immagini di videosorveglianza di un esercizio commerciale situato nei pressi del luogo del furto.
Dall’analisi dei filmati è stato possibile ricostruire la dinamica dei fatti e identificare nel 50enne l’autore del reato.
L’arresto e le misure successive
Dopo aver raccolto la denuncia della vittima, la Polizia ha proceduto con l’arresto dell’uomo, originario di Acireale e già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati agli stupefacenti e ai reati contro il patrimonio.
Informato il Pubblico Ministero di turno, l’indagato è stato posto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio con rito direttissimo.

