Pubblicato il 14 Novembre 2025
La tragedia della granata esplosa nel garage
È stato condannato per omicidio colposo Silvio Cesaratto, 74 anni, nonno del piccolo Gabriele, il bambino di 10 anni morto nel settembre 2023 a causa dell’esplosione di una granata che l’uomo aveva trovato nei Magredi, un’area militare utilizzata per esercitazioni, e poi portato nella sua officina a Vivaro, in provincia di Pordenone.
Cesaratto, ignaro che l’ordigno fosse ancora attivo, lo aveva trasportato nel proprio garage senza immaginare il pericolo.
La dinamica dell’incidente e il ruolo del pensionato
Il 74enne era conosciuto come uno dei tanti “raccoglitori” della zona. Secondo la ricostruzione, il piccolo Gabriele, entrando nel garage, avrebbe sollevato da terra la granata — un ordigno da 40 millimetri usato per i lanciagranate — facendola accidentalmente cadere e provocando la deflagrazione mortale.
L’accusa di detenzione di armi esplodenti nei confronti dell’uomo era già stata archiviata, ma la Procura ha confermato il reato di omicidio colposo, chiedendo la pena minima poi riconosciuta dalla gup Milena Granata: sei mesi di reclusione con pena sospesa.
La linea difensiva: “Area non bonificata”
La difesa, guidata dall’avvocato Paolo Dell’Agnolo, ha sottolineato come le forze armate non avessero adeguatamente bonificato l’area militare, sostenendo quindi una responsabilità esterna nella tragedia.
La giudice, però, ha riconosciuto un chiaro profilo di imprudenza e negligenza da parte di Cesaratto per aver lasciato il nipote libero di accedere al luogo in cui conservava materiale recuperato dal poligono, compresa la granata.
Verso il possibile appello
La difesa attende ora il deposito delle motivazioni della sentenza per decidere se presentare ricorso in appello, aprendo a un nuovo capitolo giudiziario su una tragedia che ha scosso profondamente la comunità di Vivaro.

