Pubblicato il 14 Luglio 2025
Lo storico risponde al ministro della Cultura dopo le accuse sull’incarico nella Consulta dei Comitati Nazionali
Prosegue la polemica tra Ernesto Galli della Loggia e il ministro della Cultura Alessandro Giuli, innescata da alcune dichiarazioni del ministro sul ruolo dello storico nella Consulta dei Comitati Nazionali, organismo che ha respinto alcune proposte di celebrazioni culturali.
“Incarico non retribuito, pagato di tasca mia”
Galli della Loggia smentisce con decisione le accuse, sottolineando in una nota: “La ‘poltrona di lusso’ di cui fantastica il ministro Giuli consiste in un incarico non retribuito che mi ha tenuto impegnato per non più di alcune mattinate”.
Non solo: “Mi è costato centocinquanta-duecento euro di taxi, di cui ho fatto volentieri dono all’amministrazione del mio Paese”.
Le decisioni contestate? “Motivate nei verbali”
Lo storico chiarisce anche il merito delle scelte fatte dalla Consulta, come la mancata approvazione delle celebrazioni per Boccaccio, o le valutazioni su Giovanni Gentile e Giuseppe Papini: “Tutte le decisioni sono state debitamente motivate nei verbali e non riguardano giudizi di valore sugli autori”.
La scintilla: un editoriale critico sulla destra
La tensione è nata da un editoriale pubblicato da Galli della Loggia sul Corriere della Sera, in cui accusa la destra di governo di scarsa progettualità e di occuparsi soltanto di nomine e potere.
A quel punto, Giuli ha risposto attaccando: “Un perditempo seduto su una poltrona prestigiosa”, parole che, però, sono state modificate o omesse nell’intervista poi pubblicata dal Corriere, secondo il ministro per via di una forma di censura.
Il Corriere replica: “Polemica pretestuosa”
La direzione del quotidiano ha però negato ogni censura, definendo la polemica del ministro “pretestuosa e senza fondamento” e dichiarandosi disponibile a pubblicare integralmente la replica di Giuli. Foto: wikipedia

