Pubblicato il 8 Settembre 2025
Le decisioni del premier spagnolo
La Spagna rafforza la sua posizione a sostegno della Palestina. Dopo il riconoscimento ufficiale dello Stato palestinese e il sostegno alla Global Sumud Flotilla, il premier Pedro Sanchez ha annunciato oggi, lunedì 8 settembre, un pacchetto di nuove iniziative definite come “misure per mettere fine al genocidio a Gaza”.
In una dichiarazione dalla Moncloa, Sanchez ha spiegato che il governo ha deciso di adottare nove provvedimenti immediati, tra cui:
- embargo sulla vendita di armi a Israele,
- divieto di attracco nei porti spagnoli per le navi cariche di carburante destinato alle forze israeliane (Idf).
Secondo il premier, queste misure hanno l’obiettivo di “aumentare la pressione sul governo di Netanyahu”, alleggerire le sofferenze della popolazione palestinese e dimostrare che la Spagna si colloca “dalla parte giusta della storia di fronte a uno degli episodi più infami del XXI secolo”.
Le parole di Sanchez
Il primo ministro ha condannato duramente l’azione israeliana, dichiarando: “Proteggere il proprio Paese è una cosa, ma bombardare ospedali, affamare e uccidere bambini innocenti è tutt’altro. Questo è sterminio, non difesa”.
Ha inoltre ricordato che quella che Israele aveva presentato come una risposta agli attacchi terroristici dell’ottobre 2023 si è trasformata in una nuova ondata di occupazioni illegali e attacchi indiscriminati contro i civili palestinesi, definiti da numerosi esperti dell’ONU come un genocidio.
“Questo non è difendersi, è cancellare un popolo violando ogni norma del diritto umanitario”, ha aggiunto, accusando la comunità internazionale di rimanere “paralizzata tra indifferenza e complicità”.
La dura reazione di Israele
La risposta di Tel Aviv non si è fatta attendere. Israele ha annunciato il divieto di ingresso nel Paese per due ministre spagnole, la vicepremier Yolanda Diaz e la ministra per i Giovani Sira Rego, entrambe appartenenti alla coalizione di sinistra Sumar.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha accusato Sanchez di portare avanti una “campagna antisemita”, sostenendo che le sue dichiarazioni servano solo a coprire gli scandali interni di corruzione che coinvolgono il suo governo.

