Pubblicato il 6 Novembre 2025
Controlli ambientali dei Carabinieri
Nel corso di un’operazione di tutela ambientale, i Carabinieri della Stazione di Giarre, insieme al personale dello SPRESAL dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, hanno eseguito un controllo ispettivo presso un centro di autodemolizione situato nel territorio comunale.
Durante la verifica, sono emerse gravi irregolarità nella gestione dei rifiuti speciali prodotti dalle attività di demolizione dei veicoli, non conformi alle autorizzazioni ambientali previste dalla legge.
Scoperte 65 carcasse non bonificate
Gli investigatori hanno individuato 65 carcasse di autovetture demolite che non erano state adeguatamente bonificate. All’interno dei veicoli erano ancora presenti cruscotti, tergicristalli, impianti stereo, rivestimenti, schiume e polveri: materiali che non possono essere riciclati e che devono essere rimossi prima del trattamento.
Questi residui, noti come “fluff”, costituiscono la frazione leggera dei rifiuti generata durante la demolizione e possono contenere sostanze pericolose come metalli pesanti, ritardanti di fiamma o residui oleosi. Se miscelati ai metalli, tali componenti riducono la qualità del materiale riciclato e aumentano i rischi di inquinamento ambientale.
Obblighi di bonifica e normativa violata
La normativa ambientale impone che i centri di autodemolizione autorizzati effettuino la rimozione preventiva di tutte le parti inquinanti per garantire che il processo di smaltimento rispetti gli standard ambientali europei e nazionali.
Tuttavia, il titolare dell’attività, un 54enne residente a Giarre, non aveva effettuato la bonifica obbligatoria. Per questo motivo è stato denunciato per inosservanza delle prescrizioni in materia di gestione di rifiuti non autorizzata, restando comunque valida la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
Sequestro dell’area e prescrizioni
L’intera area dell’autodemolizione è stata posta sotto sequestro preventivo. Inoltre, le autorità hanno imposto specifiche prescrizioni al titolare per garantire il corretto smaltimento dei materiali sequestrati e la messa in sicurezza del sito.
In questo modo, l’intervento dei Carabinieri si inserisce nel più ampio impegno volto a contrastare le violazioni ambientali e a proteggere il territorio da pratiche di smaltimento illegali.

