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Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026: “Opportunità di rilancio del territorio”

Pubblicato il 15 Gennaio 2026

Scarpinato: un’occasione concreta per la rinascita e lo sviluppo del territorio

Gibellina si afferma come simbolo autentico di rinascita, forza e resilienza, distinguendosi come un caso unico nel panorama culturale nazionale e internazionale. La città, ricostruita dopo la devastazione, ha saputo trasformare una ferita profonda in un laboratorio permanente di sperimentazione artistica, capace di attrarre artisti e creativi provenienti da tutto il mondo.

Fin dalla sua nuova fondazione, Gibellina ha coltivato una vocazione multiculturale e contemporanea, diventando un punto di riferimento per l’arte e la ricerca espressiva. Un percorso che oggi viene ufficialmente riconosciuto con il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, confermando la città come modello virtuoso di rigenerazione culturale esportabile oltre i confini regionali.

L’intervento dell’assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato

A sottolineare il valore di questo traguardo è stato l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, intervenuto alla cerimonia inaugurale. Secondo l’assessore, Gibellina rappresenta oggi un esempio concreto di come l’arte possa diventare motore di rinascita e identità, capace di coniugare memoria, innovazione e visione contemporanea.

Investimenti e prospettive future

Il governo Schifani ha scelto di sostenere con decisione questo percorso, stanziando 3 milioni di euro per un progetto strategico dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale siciliano. Un investimento che segna l’inizio di una fase nuova e decisiva, caratterizzata da alto valore culturale e forte attrattività turistica.

Questa nomina rappresenta soprattutto un’opportunità concreta di sviluppo e crescita per l’intero territorio, favorendo promozione, occupazione e nuove progettualità. Un cammino che mette al centro la bellezza, la memoria storica e l’innovazione, rafforzando il ruolo di Gibellina come laboratorio vivo dell’arte contemporanea italiana.

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