Pubblicato il 4 Febbraio 2026
Pubblicate le ragioni della sentenza d’appello
La Corte di assise di appello ha depositato le motivazioni con cui ha confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) che il 28 aprile 2021 sparò contro tre rapinatori, uccidendone due e ferendone un terzo.
Nel documento di 34 pagine i giudici spiegano perché, nel caso specifico, non può essere riconosciuta la legittima difesa. La sentenza di secondo grado ha ridotto la pena rispetto ai 17 anni inflitti in primo grado, ma ha escluso le principali tesi difensive.
Perché non è legittima difesa secondo la Corte
I giudici hanno respinto i motivi di impugnazione relativi all’imputabilità e alla presunta presenza di un vizio parziale di mente. Il punto centrale, però, riguarda la dinamica dei fatti: al momento degli spari l’azione dei rapinatori era già conclusa.
Secondo la Corte, infatti, i tre uomini erano usciti dal negozio e stavano per allontanarsi in auto, quindi non vi era più un pericolo attuale per Roggero o per i suoi familiari. La normativa sulla legittima difesa, anche dopo la riforma del 2019, richiede che l’aggressione sia in corso o imminente e che l’uso dell’arma sia necessario per respingerla.
La riforma ha introdotto il principio della “legittima difesa sempre applicabile” in caso di intrusione, ma il codice penale continua a prevedere che il pericolo debba essere concreto e attuale. In questo caso, secondo i giudici, tale requisito non sussisteva.
Per la stessa ragione, la Corte ha escluso anche l’ipotesi di eccesso colposo, ritenendo che la reazione sia stata successiva alla fine dell’aggressione.
La riduzione della pena e il risarcimento
La pena è stata rideterminata in 14 anni e 9 mesi applicando il meccanismo della continuazione fra reati, così da rendere la sanzione proporzionata alla gravità complessiva dei fatti.
Non sono state però riconosciute le attenuanti generiche nella loro massima estensione, anche a causa della mancata resipiscenza dell’imputato.
Sul fronte civile, quindici familiari delle vittime si sono costituiti parte civile. A fronte di una richiesta risarcitoria superiore ai 3 milioni di euro, è stata stabilita una provvisionale esecutiva di 780mila euro, oltre alle spese legali. Per far fronte ai costi, Roggero ha venduto alcuni immobili; altri risultano sequestrati e si procede verso il pignoramento.
Il fatto: cosa accadde il 28 aprile 2021
Il 28 aprile 2021 tre uomini fecero irruzione nella gioielleria di Roggero, nella frazione Gallo di Grinzane Cavour. Dopo la rapina, il commerciante li inseguì e sparò diversi colpi.
Giuseppe Mazzarino, 58 anni, e Andrea Spinelli, 44 anni, morirono, mentre il terzo complice, Alessandro Modica, riuscì a fuggire nonostante le ferite.
In primo grado Roggero era stato condannato a 17 anni per duplice omicidio e tentato omicidio; la Corte d’appello ha poi ridotto la pena.
Cosa prevede la legge sulla legittima difesa
Al di là del caso specifico, il tema della legittima difesa resta oggetto di dibattito. La legge 36/2019 ha modificato gli articoli 52 e 55 del codice penale, ampliando la tutela di chi reagisce a un’intrusione nel domicilio o nel luogo di lavoro.
Tuttavia, la giurisprudenza ha chiarito che la norma deve essere interpretata in armonia con il diritto alla vita, tutelato anche dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
In sintesi, l’uso delle armi è consentito solo in casi eccezionali. La difesa è considerata legittima quando:
- si protegge una persona e non soltanto un bene materiale;
- non esistono alternative, come la fuga;
- il pericolo è attuale e concreto.
Come ribadito dalla Cassazione, il ricorso alla forza potenzialmente letale è giustificato soltanto se “assolutamente necessario” per difendere le persone da una violenza illegale. In assenza di questi presupposti, la legittima difesa non può essere riconosciuta.

