Pubblicato il 11 Giugno 2025
Fiducia nell’economia italiana nonostante le difficoltà
Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti si mostra ottimista sull’andamento dell’economia italiana. Durante la presentazione del Rapporto sulla politica di bilancio dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), ha dichiarato: “Con il graduale venir meno delle incertezze, le prospettive economiche dell’Italia sono destinate a migliorare”.
Secondo Giorgetti, la previsione di crescita dello 0,6% del PIL per il 2025, contenuta nel Documento di economia e finanza (Def), non solo è raggiungibile, ma potrebbe anche essere superata.
Le sfide globali e la nuova legge di Bilancio
Il ministro non ignora le criticità del momento: conflitti internazionali e politiche commerciali restrittive continuano a influenzare negativamente la crescita. Tuttavia, l’obiettivo di crescita per il 2025 resta concreto, nonostante il clima di incertezza.
In vista della prossima legge di Bilancio, Giorgetti auspica un’intesa tra maggioranza e opposizione per varare una nuova normativa di contabilità pubblica. L’obiettivo è rafforzare il controllo della spesa e recepire le regole europee sulla governance economica, come stabilito nel Piano strutturale di bilancio (Psb).
Tasse, riforme e credibilità: la ricetta del governo
Sulle possibili misure fiscali da inserire nella Manovra, il ministro si definisce “realisticamente ottimista”. Riguardo al dibattito tra pace fiscale e riduzione delle tasse per il ceto medio, Giorgetti sottolinea l’importanza di creare le condizioni concrete per realizzare gli impegni del governo: “Condivido tutti gli obiettivi annunciati, ma il mio ruolo è far sì che possano concretizzarsi”, ha spiegato.
Un tema chiave è la credibilità finanziaria, che secondo Giorgetti è essenziale per rendere possibile il taglio dell’Irpef e alleggerire il carico fiscale.
Dazi e difesa: stabilità come condizione per crescere
Sui dazi, Giorgetti richiama la necessità urgente di raggiungere un accordo chiaro e stabile. “Un’intesa ‘zero per zero’ sarebbe la soluzione ideale. In ogni caso, meglio un compromesso che la confusione attuale”, ha affermato.
Infine, il ministro ha ribadito l’impegno dell’Italia sulla spesa per la difesa, sempre nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica. Questo approccio ha contribuito a rafforzare la credibilità internazionale dell’Italia, un fattore che non solo favorisce la gestione del debito pubblico, ma rende possibile anche una futura riduzione delle tasse.

