Pubblicato il 27 Gennaio 2026
La cerimonia al Colle con le alte cariche dello Stato
Si è svolta al Quirinale oggi, 27 gennaio, la cerimonia ufficiale per il Giorno della Memoria, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e delle principali cariche istituzionali. Hanno partecipato anche la senatrice a vita Liliana Segre e i sopravvissuti alla Shoah Edith Bruck e Sami Modiano, testimoni diretti di una delle pagine più tragiche del Novecento.
Mattarella: “L’antisemitismo è una minaccia attuale, serve una risposta europea”
Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha lanciato un allarme chiaro sul ritorno di manifestazioni di razzismo e antisemitismo, definendole un segnale di “alta pericolosità”. Secondo Mattarella, il fenomeno impone un’azione rigorosa e coordinata da parte di tutta l’Unione Europea.
Il Presidente ha ricordato come la Shoah sia stata uno sterminio pianificato con metodo e fredda efficienza, reso possibile dal coinvolgimento attivo di apparati statali, professionisti e cittadini comuni del regime nazista. Alla base di tutto, ha spiegato, vi fu una grande menzogna: l’idea che possano esistere gerarchie tra esseri umani, con vite ritenute degne e altre sacrificabili.
Le responsabilità italiane e il tradimento delle leggi razziali
Mattarella ha richiamato anche la responsabilità del fascismo italiano, sottolineando il tradimento subito dai cittadini ebrei attraverso le leggi razziali del 1938, la persecuzione e la deportazione, rese possibili anche dalla complicità della monarchia e di settori della società. Un ricordo che, ha avvertito, non deve limitarsi alla commemorazione, ma diventare consapevolezza attiva.
Le vittime e i valori fondanti della Repubblica
Nel ricordare i sei milioni di ebrei uccisi, insieme a rom e sinti, omosessuali, oppositori politici, disabili e minoranze religiose, Mattarella ha ribadito che la Repubblica e la Costituzione italiane sono nate in opposizione alle ideologie di odio, dal sacrificio dei deportati e dei combattenti per la libertà.
Nella Repubblica non c’è spazio per l’odio razziale, la discriminazione e l’antisemitismo, ha affermato con decisione.
La solidarietà a Liliana Segre
Il Presidente ha poi espresso stima, affetto e solidarietà alla senatrice Liliana Segre, condannando con fermezza gli attacchi e le offese antisemite rivolte nei suoi confronti, definiti manifestazioni di ignoranza e razzismo, perseguibili anche dalla legge.
Meloni: “Una pagina buia della storia italiana”
Nel messaggio diffuso per l’occasione, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato l’importanza di ricordare i nomi e le storie delle vittime, valorizzando la testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Ha reso omaggio ai Giusti tra le Nazioni, che rischiarono la vita per salvare innocenti.
Meloni ha ribadito la condanna della complicità del regime fascista nelle persecuzioni e nelle deportazioni, definendo le leggi razziali del 1938 un’ignominia e una delle pagine più oscure della storia nazionale.
Antisemitismo, una piaga ancora presente
La premier ha avvertito che, nonostante il passare dei decenni, l’antisemitismo non è stato sconfitto e oggi riemerge con forme nuove e aggressive. Da qui l’impegno del governo a prevenire e contrastare ogni sua manifestazione, a tutela dei principi di libertà, rispetto e coesione sociale.
Il ricordo di Auschwitz e il dovere del “mai più”
Meloni ha ricordato l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz come il momento in cui il mondo vide l’orrore della più grande macchina di morte della storia, progettata per cancellare la presenza ebraica dall’Europa. Un monito che rende il “mai più” non solo una promessa al passato, ma una responsabilità nel presente.
Le altre voci delle istituzioni
Dai presidenti di Senato e Camera ai ministri e ai leader politici, è stato unanime il richiamo a non ridurre la Memoria a un rito, ma a trasformarla in vigilanza quotidiana contro razzismo, revisionismo e indifferenza. Un appello rivolto soprattutto alle nuove generazioni, affinché la memoria resti un argine vivo contro l’odio e una guida per il futuro.

