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Giustizia per Bruno, il cane eroe ucciso da un boccone con i chiodi: aveva salvato nove vite

Pubblicato il 6 Luglio 2025

Un destino crudele per un eroe a quattro zampe

Bruno, un bloodhound dal fiuto infallibile, era diventato un simbolo di speranza per tante famiglie: aveva salvato nove persone disperse, la maggior parte affette da Alzheimer, grazie alle sue straordinarie capacità di ricerca. Per il suo impegno, era stato premiato dalla premier Giorgia Meloni. Ma il suo coraggio è stato spezzato brutalmente a Taranto, dove è stato trovato morto, vittima di un’esca mortale.

L’orrore del ritrovamento: “Una morte disumana”

Arcangelo Caressa, il suo addestratore e direttore tecnico nazionale del settore cinofilia dell’Endas, ha raccontato il drammatico momento del ritrovamento: “L’ho trovato riverso in una pozza di sangue, nel suo box. Una morte orrenda, premeditata”, ha denunciato. A causare il decesso è stata una grave emorragia interna, provocata da bocconi lanciati all’interno del recinto contenenti chiodi.

Caressa, visibilmente scosso, ha parlato di un gesto vile e intenzionale, mosso probabilmente da rancore o invidia: “È una pura questione di cattiveria. Qualcuno ha superato i cancelli per colpire Bruno di proposito”.

“Lo avete fatto soffrire per ore”

Nel suo sfogo sui social, l’addestratore ha aggiunto dettagli agghiaccianti: “Gli hanno buttato dei wurstel con chiodi dentro. Non pubblico le immagini, sono troppo atroci. Bruno ha sofferto per ore prima di morire”.

E ha concluso con un messaggio carico di dolore e rabbia: “Hai salvato vite umane e sei stato ripagato con la crudeltà dell’uomo. Quando avranno bisogno di te, non ci sarai più”.

La reazione della premier Meloni: “Un atto vile e inaccettabile”

Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto esprimere il proprio cordoglio: “Una notizia che stringe il cuore. Un atto vile, codardo, inaccettabile. Grazie Bruno, per tutto quello che hai fatto”.

Brambilla: “Il colpevole deve pagare”

L’onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli Animali, è intervenuta con fermezza: “Chiedo alle forze dell’ordine di fare ogni sforzo per identificare il responsabile e farlo rispondere della sua crudeltà secondo la legge”, ha dichiarato.

Secondo la legge Brambilla, chi uccide un animale infliggendogli sevizie o prolungando le sofferenze rischia fino a 4 anni di carcere e 60.000 euro di multa. La deputata ha anche annunciato la presentazione di una denuncia formale per costituirsi parte civile nel processo, qualora venga aperto.

Un gesto forse legato alla sua attività contro i combattimenti clandestini

Brambilla ha ipotizzato che l’uccisione possa essere legata al fatto che Bruno aveva contribuito a far sequestrare cani usati nei combattimenti: “Questa crudeltà non è casuale. Chi ha fatto questo gesto odioso potrebbe averlo fatto per vendetta. Dobbiamo giustizia a Bruno, simbolo di coraggio e dedizione”.

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