Pubblicato il 4 Aprile 2025
Nel quadro della continua attività di controllo del territorio, svolta h24 dalle pattuglie del Radiomobile dei Carabinieri, con l’obiettivo di prevenire e reprimere i reati, in particolare quelli predatori come i furti e le rapine, durante un servizio notturno, un equipaggio della Sezione Radiomobile della Compagnia di Gravina di Catania ha arrestato un 33enne catanese, già noto alle forze dell’ordine per precedenti vicende giudiziarie, con l’accusa di furto aggravato, sulla base degli indizi raccolti e da verificare in sede giurisdizionale.
In particolare, verso le 00:30, mentre la pattuglia percorreva via Milanese, una zona periferica del centro etneo, ha notato una luce insolita muoversi all’interno di una villetta in costruzione, probabilmente proveniente da una torcia elettrica. Insospettiti dal movimento, i militari hanno immediatamente contattato la Centrale Operativa della Compagnia di Gravina di Catania, segnalando un possibile furto in atto e richiedendo, di conseguenza, l’invio di un secondo equipaggio di supporto.
Nel frattempo, i militari non hanno perso tempo e sono entrati nel cortile dell’abitazione, attraversando la vegetazione presente e accedendo da una proprietà attigua con il cancello aperto. Una volta dentro, hanno individuato un uomo che si muoveva furtivamente tra i materiali da costruzione. Alla vista dei militari, l’individuo ha tentato la fuga, cercando di scavalcare il cancello di un complesso condominiale vicino, ma è stato raggiunto e bloccato dopo un breve inseguimento a piedi.
Dopo averlo messo in sicurezza e affidato all’equipaggio giunto in rinforzo, gli investigatori hanno effettuato un sopralluogo accurato all’interno della villetta, accertando che il malvivente aveva già provveduto ad asportare diverse grondaie in rame, tagliandole e strappandole dal tetto dell’edificio. L’azione delittuosa aveva causato danni significativi alla struttura, con numerose tegole divelte nel tentativo di raggiungere e rimuovere altro materiale.
L’uomo è stato quindi accompagnato in caserma per le procedure di rito e successivamente posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato l’arresto.

