Pubblicato il 1 Aprile 2026
Le dichiarazioni che fanno discutere
Dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali per la terza volta consecutiva, le parole del presidente della FIGC, Gabriele Gravina, hanno acceso un acceso dibattito. Nel commentare il momento difficile del calcio italiano, Gravina ha affermato che “il calcio è uno sport professionistico, mentre gli altri sono dilettantistici”.
Un’affermazione che ha subito attirato critiche, soprattutto considerando i successi recenti di discipline come tennis, nuoto, sci e pattinaggio. Il presidente ha inoltre sottolineato come altri sport non siano soggetti agli stessi vincoli regolamentari del calcio, facendo riferimento anche alla presenza di “atleti di Stato”, in particolare nel mondo dello sci.
La risposta ironica degli sportivi
Le dichiarazioni non sono rimaste senza replica. Diversi atleti italiani hanno reagito, spesso con toni ironici ma significativi.
Tommaso Giacomel, medagliato olimpico nel biathlon, ha commentato sarcasticamente: “Se il calcio è professionismo, allora Sinner è un amatore”.
Sulla stessa linea Pietro Sighel, protagonista dello short track, che ha scritto: “Se può servire, sono disponibile a fare cambio con qualche calciatore”, accompagnando il tutto con un video ironico.
Lo sfogo di Irma Testa
Più profonda e articolata la presa di posizione della pugile Irma Testa, prima italiana a partecipare e a conquistare una medaglia olimpica nel pugilato femminile.
Testa ha ribaltato il concetto di professionalità, affermando che “i veri professionisti siamo noi, che gareggiamo per la maglia e per il Paese”, contrapponendo questo impegno alle prestazioni deludenti di calciatori spesso molto più pagati.
Ha poi aggiunto: “Mi alleno più di un calciatore, guadagnando meno dei loro cuochi o delle loro tate”, evidenziando il divario economico e mediatico tra le discipline. Nonostante ciò, ha sottolineato il peso delle aspettative quando rappresenta l’Italia, spesso senza lo stesso livello di attenzione pubblica.
Il suo intervento ha raccolto consenso, tra cui quello della campionessa di nuoto Federica Pellegrini, a conferma di un malcontento diffuso nel mondo sportivo.
Un dibattito destinato a continuare
Le parole di Gravina hanno aperto una riflessione più ampia sul valore attribuito ai diversi sport in Italia. Il confronto tra calcio e altre discipline resta acceso, soprattutto alla luce dei risultati ottenuti dagli atleti azzurri a livello internazionale.
La polemica evidenzia una frattura tra visibilità, risorse economiche e riconoscimento del merito, destinata probabilmente a far discutere ancora a lungo.

