Pubblicato il 13 Novembre 2023
“Ho riferito che la mia assistita in Aula ha dichiarato di essere devastata e di aver tentato il suicidio. Un dolore immenso. Ecco, questa sofferenza è stata trasformata da Grillo in una farsa inserendola in uno show. Questo è gravissimo. Gravissimo. Perché la donna è stata massacrata due volte”.
Così Giulia Bongiorno, il legale che rappresenta la principale accusatrice dello stupro di gruppo per il quale è anche sotto processo il figlio di Beppe Grillo, Ciro.
La senatrice della Lega si riferisce a quel che è avvenuto nella puntata di ieri sera di Che tempo che fa su Nove.

L’ex leader del M5S ha scelto il salotto di Fabio Fazio per il suo ritorno in televisione dopo 9 anni di assenza.
Uno show vecchia maniera dove l’attualità politica (poca) si framezza con aneddoti e gag lasciando spazio anche a un passaggio al vetriolo su una vicenda che lo tocca da vicino, quella in cui è coinvolto, appunto, suo figlio Ciro.
Grillo non la cita ma punta il dito contro contro Giulia Bongiorno: “E’ un avvocato presidente della commissione Giustizia, è una senatrice della Lega che fa comizietti davanti ai tribunali, dove c’è una causa a porte chiuse… E’ inopportuno. Si mischia tutto e vediamo cosa succede”.
Giulia Bongiorno: «Grillo ha trasformato il dolore in uno show. La mia assistita ha dichiarato di essere devastata e di aver tentato il suicidio» pic.twitter.com/A11IyQLBly
— Marco Fattorini (@MarcoFattorini) November 13, 2023
L’ultima volta che il garante del Movimento Cinque Stelle si era seduto in un salotto televisivo risale al 2014 con Bruno Vespa (all’epoca non tornava in Rai da 21 anni): “Sono qui per capire se sono il peggiore – dice rivolto alla platea – se ho peggiorato questo Paese, non è una battuta. Dopo l’ultima intervista con Vespa abbiamo perso elezioni, tutti quelli che ho mandato a fanculo sono al governo quindi sono il peggiore”.
E va proprio alla sua creatura, il Movimento, il primo pensiero: “Ho una confusione totale”, dice “non posso condurre e portare a buon fine un movimento politico, non sono in grado”.
E a Fazio che gli fa da spalla e gli fa notare il perchè non se ne fosse accorto prima, replica: “Ma c’era Casaleggio, lui era un organizzatore e aveva del metodo, io faccio danni anche da solo quando sono a casa”.
E non manca un piccolo momento di riflessione: “Ho fondato il Movimento” confessa “ma mi ero iscritto al Pd, ad Arzachena”.
Il comico è un fiume in piena tanto che Fazio ad un certo punto gli chiede come mai non si sia mai messo in prima persona a fare politica: “La politica la facciamo tutti, io la facevo quando facevo la spesa, parlavo dell’acqua pubblica o della macchina ad idrogeno” poi “mi hanno chiesto: e ora? Cosa facciamo? Ora che ce lo hai detto? Ok – ho risposto – le prendiamo e le portiamo dentro le istituzioni”.
Una politica che gli ha regalato più di un dispiacere. Uno su tutti, traspare, quanto accaduto con Di Maio. Sull’ex delfino l’affondo arriva a metà show quando diventa suo malgrado protagonista “Giggino a cartelletta”: “Era il politico più preparato, ma non pensavamo si facesse prendere dal potere. L’abbiamo scelto io e lui, Conte. Io guardavo i programmi, le idee, se è di destra o sinistra non importa, se un’idea è buona. Ma poi ci ha pugnalato…”.
Toni diversi per Giuseppe Conte “Prima parlava come un professore, ora è migliorato ci mette un po’ di cuore”.

