Pubblicato il 4 Gennaio 2026
Una lavoro intenso, preciso, capillare, che potrebbe riscrivere la storia, anzi, la preistoria del Lazio e forse non solo quella; parliamo delle due campagne di scavi condotte dal professor Mario Rolfo, dell’Università di Roma “Tor Vergata”, presso la Grotta Vittorio Vecchi nel territorio di Sezze, a ridosso del monte Semprevisa. Un lavoro che il professore ha svolto grazie alla collaborazione di un’équipe composta da studenti, dottorandi e ricercatori, oltre alla partecipazione di diversi gruppi speleologici del Lazio e che prevedere almeno una terza campagna.
La seconda campagna: focus sull’area funeraria e cultuale
Sui risultati della seconda campagna, svolta ad agosto 2025 in collaborazione con il Comune di Sezze e su concessione della Soprintendenza, Rolfo riferisce che l’intervento ha approfondito due aspetti principali: la prosecuzione delle ricerche nell’area funeraria e cultuale datata al II millennio a.C., e l’analisi in estensione di contesti non disturbati per leggere nel dettaglio le pratiche rituali delle comunità agro-pastorali del periodo.
Le tracce emerse e i dati aggiuntivi dalle ricerche sul campo
Un lavoro importante che servirà a fare luce su diversi aspetti della vita che si conduceva nella zona dei monti Lepini, nel Lazio, circa 4mila anni fa.
Le indagini riprese nell’estate 2025 hanno evidenziato anche un paleosuolo con tracce di frequentazioni cultuali e funerarie collocabili tra il III e la metà del II millennio a.C.; tra gli elementi segnalati figurano fossette con vasetti contenenti semi combusti (in prevalenza fave), oltre ad aree di combustione e resti collegati alle sepolture.
Analisi isotopiche: alimentazione e pratiche agricole delle comunità più antiche
Sono inoltre in corso analisi isotopiche che, secondo quanto riportato, serviranno a comprendere meglio alimentazione e pratiche agricole delle comunità di pastori e agricoltori tra le più antiche della pianura pontina, con un lavoro che punta a ricostruire abitudini e contesto di vita a partire dai dati scientifici raccolti.
Il deposito pleistocenico e l’ipotesi della “tana di iena”
Una delle scoperte più interessanti la raccolta lo stesso professore: “Le ricerche hanno evidenziato un primo lembo di deposito pleistocenico attribuibile ad una tana di iena. Le datazioni e le analisi in corso permetteranno di chiarire l’estensione di questo deposito e la sua datazione nel panorama complesso della presenza della iena nel territorio pontino”.
Le prossime fasi: verso i settori più interni della grotta
Il lavoro proseguirà nei settori più interni, dove sono state segnalate presenze umane più antiche, con l’obiettivo di ricostruire in modo più completo la lunga stratificazione del sito. La speranza è che si possa spostare ulteriormente indietro le lancette degli insediamenti della grotta Vecchi… Chissà, magari anche a 4mila anni prima della venuta di Cristo…
#Sezze #Archeologia #TorVergata #GrottaVittorioVecchi #Scavi #Preistoria #StoriaLocale #ProvinciaDiLatina
Per le vostre segnalazioni alla nostra redazione, potete usare il canale messanger su facebook, oppure scrivere a latina@dayitalianews.com

