Pubblicato il 31 Maggio 2025
La risposta alla proposta di cessate il fuoco degli Stati Uniti
Hamas ha presentato una nuova proposta per un cessate il fuoco, in risposta all’iniziativa avanzata da Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente. Il gruppo ha offerto la liberazione di dieci ostaggi vivi e la restituzione di diciotto corpi in cambio del rilascio di prigionieri palestinesi detenuti da Israele. L’informazione è stata riportata da The Guardian e Times of Israel, citando fonti ufficiali e un comunicato dello stesso gruppo.
Un piano suddiviso in cinque fasi
Secondo quanto riportato dal canale egiziano Al-Rad, Hamas propone che la liberazione degli ostaggi avvenga in cinque fasi nell’arco di una tregua della durata di sessanta giorni. In dettaglio:
- Giorno 1: rilascio di quattro ostaggi vivi
- Giorno 30: rilascio di due ostaggi vivi
- Giorno 60: rilascio di quattro ostaggi vivi
Per quanto riguarda i corpi degli ostaggi deceduti:
- Giorno 30: prima restituzione di alcuni corpi
- Giorno 50: seconda restituzione
La frammentazione del piano mira, secondo le analisi, a mantenere una pressione continua su Israele durante l’intera durata del cessate il fuoco.
L’obiettivo dichiarato: un cessate il fuoco permanente
Secondo fonti del Times of Israel, Hamas avrebbe accolto positivamente la proposta americana, pur ponendo delle condizioni. Il gruppo chiede garanzie che Israele non riprenda il conflitto una volta conclusa la tregua temporanea. Inoltre, nella propria risposta, Hamas ribadisce due richieste chiave:
- Un cessate il fuoco permanente
- Il ritiro totale delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza
Entrambe le richieste sono state già respinte più volte dal governo israeliano.
Continuano gli attacchi nella Striscia di Gaza
Mentre si discute della possibilità di un accordo, le operazioni militari israeliane proseguono senza sosta. Nelle ultime 24 ore, l’aviazione israeliana ha colpito numerosi obiettivi all’interno della Striscia di Gaza, tra cui miliziani e infrastrutture legate ad Hamas. Secondo le autorità del gruppo, almeno 60 persone sono morte e decine sono rimaste ferite a causa dei raid israeliani. L’IDF ha confermato l’azione, sottolineando che si trattava di obiettivi legati al terrorismo.

