Pubblicato il 8 Dicembre 2025
Una simulazione digitale mai diffusa prima rimetterebbe radicalmente in discussione la versione ufficiale sulla morte di David Rossi. Secondo questa nuova analisi, il manager del Monte dei Paschi di Siena non si sarebbe suicidato, ma sarebbe stato trattenuto per un braccio prima di cadere dalla finestra del suo ufficio di Rocca Salimbeni, il 6 marzo 2013.
La rivelazione sarà al centro della puntata de Le Iene in onda domani, 9 dicembre, che mostrerà i risultati di una ricostruzione realizzata con un manichino virtuale costruito sulle esatte caratteristiche fisiche di Rossi.
La simulazione che smentisce la versione ufficiale
Il software utilizzato per questa nuova analisi è una versione più avanzata e precisa rispetto a quella impiegata nel 2022 dai carabinieri del Ris e dall’Università La Sapienza. Secondo i tecnici, il modello consente di riprodurre movimenti realistici del corpo umano con un margine di attendibilità del 95%.
Il risultato è netto: la dinamica della caduta non sarebbe compatibile con un gesto volontario. La simulazione suggerisce invece che Rossi sia stato afferrato da un braccio e poi lasciato andare nel vuoto. Un elemento che, se confermato, contraddirebbe in modo diretto le conclusioni definitive della procura di Siena, che aveva archiviato il caso come suicidio.
L’ingegnere forense: «Non è una caduta volontaria»
A spiegare il valore scientifico della ricostruzione è l’ingegnere forense Giuseppe Monfreda, tra i principali esperti italiani nell’uso del software Virtual Crash. Secondo Monfreda, dal punto di vista biomeccanico la caduta di Rossi non può essere frutto di un’azione volontaria.
«David è stato trattenuto e poi lasciato, non si è lanciato da solo dopo essersi appeso alla sbarra», afferma l’esperto. La precedente perizia dei Ris, basata su una versione oggi ritenuta tecnologicamente superata, non permetteva infatti di simulare con precisione i movimenti dinamici di un corpo in caduta.
Anche le immagini della videosorveglianza, che mostrano Rossi precipitare con il corpo in posizione verticale e un braccio proteso in avanti, continuano a sollevare dubbi tra chi ritiene che si sia trattato di un omicidio.
La figlia di Rossi: «Non sono più opinioni, ora parla la fisica»
La nuova ricostruzione rafforza la convinzione della famiglia, che da anni sostiene la tesi dell’omicidio. Carolina Orlandi, figlia di David Rossi, chiede ora con forza una nuova indagine.
«Non parliamo più di interpretazioni. Lo dice la fisica: mio padre è stato ucciso», dichiara. E aggiunge parole durissime sul dolore vissuto dalla sua famiglia: «La nostra vita è stata distrutta. Intanto chi ha sbagliato festeggia serenamente il Natale. Mia madre non può farlo».
L’appello finale è a una magistratura pronta a riaprire il caso: «Spero in una procura coraggiosa, capace di prendere in mano tutte le nuove prove e aprire finalmente un’indagine per omicidio».

